Cronaca Italia

L’Ora della Calabria, Gentile si arrende. E la procura precisa: “Non è indagato”

Antonio Gentile (Foto Lapresse)

Antonio Gentile (Foto Lapresse)

CATANZARO – Proprio mentre Antonio Gentile si arrende e annuncia di voler fare un passo indietro dopo le polemiche sollevatesi in merito alle presunte pressioni esercitate sul quotidiano L’Ora della Calabria, dalla Procura di Cosenza arriva la precisazione: l’ormai ex sottosegretario alle infrastrutture e ai Trasporti, non è indagato nell’inchiesta aperta per quella mancata uscita in edicola del quotidiano calabrese, risalente a circa due settimane fa. A confermarlo all’Ansa è stato il procuratore di Cosenza Dario Granieri. Sul giornale mai arrivato in edicola sarebbe dovuto uscire un articolo scomodo riguardante un’altra inchiesta in cui risultava apparentemente coinvolto il figlio del parlamentare. E sul misterioso guasto alle rotative un indagato c’è.  Ma sul punto la procura cosentina mantiene il massimo riserbo.

L’indagato, secondo quanto appreso dall’Ansa, sarebbe Umberto De Rose, titolare della tipografia in cui si stampa L’Ora della Calabria e autore di una telefonata all’editore del quotidiano Alfredo Citrigno la notte in cui poi le rotative si fermarono “per un guasto”, impedendo l’uscita del giornale: vicenda finita al centro delle polemiche, oltre che dell’attenzione dei magistrati. Per lui la Procura ipotizza il reato di violenza privata. La telefonata è stata registrata dal direttore del quotidiano calabrese Luciano Regolo nelle concitate ore che precedettero il guasto, ed è, a suo dire, la prova delle pressioni esercitate da De Rose, che è anche presidente di Fincalabra, società in house della Regione Calabria, sull’editore del giornale.

Regolo, nell’immediatezza dei fatti, disse chiaramente che il suo giornale non era arrivato in edicola il 19 febbraio per impedire la pubblicazione dell’articolo sull’inchiesta della Procura su presunte irregolarità nell’affidamento di incarichi a esterni da parte dell‘Azienda sanitaria provinciale nella quale sarebbe coinvolto il figlio di Gentile.

Regolo ha mantenuto ferma la sua posizione e nei giorni successivi ha anche diffuso, prima la trascrizione e poi l’audio della telefonata fatta da De Rose a Citrigno e alla quale ha assistito direttamente. Una telefonata che per Regolo non lasciava adito a dubbi: De Rose aveva esercitato pressioni sull’editore ponendosi nei suoi confronti come “mediatore della famiglia Gentile”. Un’accusa alla quale lo stesso De Rose ha replicato negando di avere mai fatto pressioni.

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