Ora legale 31 marzo, lancette in avanti…fino al 2021: con l’abolizione risparmi per i cittadini

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 31 marzo 2019 11:57 | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2019 11:57
Ora legale 31 marzo, lancette avanti: cosa cambia se l'aboliscono

Ora legale 31 marzo, lancette in avanti…fino al 2021: con l’abolizione risparmi per i cittadini

ROMA – L’ora legale ha le “ore” contate, letteralmente. Nella notte tra il 30 e 31 marzo i cittadini hanno spostato le lancette avanti di un’ora ancora una volta, ma dal 2021 il Parlamento europeo è pronto ad abolire l’ora legale. Una decisione in stallo, dato che tutti gli Stati membri dovranno prima trovare una linea comune sulla questione.

Intanto quello che sappiamo è che l’abolizione del cambio d’ora, e il rimanere per tutto l’anno nell’ora legale, per l’Italia porterebbe risparmi energetici per oltre 160 milioni di euro e meno emissioni inquinanti. Inoltre potremmo dire addio all’effetto jet leg, con stanchezza e umore nero che interesserà il 70% dei cittadini che hanno perso una preziosa ora di sonno in questa domenica 31 marzo.

Abolizione ora legale: cosa cambia?

Gli eurodeputati hanno infatti chiesto di mettere fine al regime che porta le lancette degli orologi dei cittadini un’ora avanti a fine marzo e un’ora indietro a fine ottobre. La Commissione voleva la fine dell’ora legale già nel 2019, ma il Parlamento Ue l’ha spostata al 2021.

Il motivo del rinvio è presto detto. L’abolizione deve essere approvata infatti da tutti gli Stati membri, ma al momento è impossibile trovare una linea comune, dato che ognuno di loro ha il diritto di decidere il proprio fuso orario. La risoluzione del Parlamento precisa che i Paesi dell’Ue che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021.

Ora legale per sempre: guadagno per i cittadini e per l’ambiente

Una decisione, quella di mantenere l’ora solare o l’ora legale, che avrà influenze anche sul mercato interno della stessa Unione europea. Basti pensare che in Italia la società Terna, che gestisce la rete elettrica nazionale, stima per i mesi di ora legale un minore consumo di energia elettrica di circa 510 milioni di kilowattora, pari al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie. Un risparmio di consumi che si traduce anche in un risparmio di circa 100 milioni di euro e minore emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Se invece l’ora legale a partire dal 2021 fosse adottata per tutto l’anno, i risparmi stimati per i cittadini italiani sarebbero di 160 milioni di euro l’anno e ne beneficerebbe anche l’ambiente, con 400 mila tonnellate di anidride carbonica in meno nelle emissioni.  

Ora legale, la sindrome del jet leg

La domenica del 31 marzo si prospetta come una brutta giornata per i cittadini. Se infatti da oggi guadagneremo più sole nelle nostre giornate, il fisico avrà bisogno di tempo per abituarsi allo spostamento di un’ora in avanti delle lancette, con una vera e propria sindrome da jet leg.

Insonnia e umore nero potrebbero caratterizzare la giornata di domenica, dato che in molti dovranno fare i conti con gli effetti psicofisici della transizione: stanchezza, sonnolenza, irritabilità, affaticamento, scarsa concentrazione, bassa produttività, possono essere solo alcuni dei malesseri dovuti al cambio dei nostri ritmi circadiani.

La psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea per il Disturbo da Attacchi di Panico (Eurodap), ha spiegato all’Ansa: “Questi disturbi , secondo un nostro sondaggio sono avvertiti dal 70% degli italiani. L’ora legale acutizza problemi psicofisici preesistenti e, in individui che hanno difficoltà ad addormentarsi e presentano ansia e depressione, influenza il peggioramento”.

Insomma anche se solo di un’ora, l’effetto jet leg si fa sentire, spiega l’esperta: “Può comportare uno squilibrio dell’organismo, tanto che il nostro orologio biologico può aver bisogno anche di alcuni giorni per riassestarsi. La privazione di sonno comporta un aumento del rilascio di cortisolo che, oltre ad incidere a livello cardiovascolare, può comportare anche un cambiamento a livello umorale”.

Un sondaggio promosso dall’Eurodap, a cui hanno partecipato 658 persone di ambo i sessi di età dai 18 ai 67 anni, ha indagato i vissuti più frequenti al cambio dell’ora. Dai dati emerge come il 70% degli intervistati abbia molto spesso, in questo periodo, problemi d’insonnia; il 76%, sostiene di sentirsi molto meno produttivo sul lavoro e di avere sbalzi di umore. Per quasi il 90% il cambio di orario incide negativamente sul proprio stato psicofisico. (Ansa)