Orio al Serio, laser per accecare piloti degli aerei: 48 casi in un anno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2015 10:13 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 10:13
Orio al Serio, laser per accecare piloti degli aerei: 48 casi in un anno

Orio al Serio, laser per accecare piloti degli aerei: 48 casi in un anno

MILANO – Accecare i piloti degli aerei con i laser. Questa l’ultima moda importata a Orio al Serio dagli Stati Uniti. Un fenomeno pericoloso quanto lanciare sassi dai cavalcavia e che nell’ultimo anno ha già registrato 48 casi di accecamento. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno ha assunto dimensioni importanti, l’Fbi ha messo una taglia da 10mila dollari sui responsabili.

Fabio Paravisi sul Corriere della Sera scrive che basta un laser giocattolo da 20 euro, simile ad u pennarello e che emette luce verde, per far cadere un aereo:

“Si tratta di oggetti studiati per le conferenze pubbliche, spiegazioni astronomiche o spettacoli all’aperto. Costano dai 20 ai 300 euro e possono emettere raggi che trafiggono il buio fino a 10 chilometri. In mano ai balordi vengono impiegati per gli usi più molesti: spesso negli stadi si vede la luce verde distrarre i portieri, a volte gli ultrà li usano per disturbare i piloti degli elicotteri che li controllano. In Italia finora non ci sono stati incidenti, mentre negli Stati Uniti se ne verificano circa quattromila l’anno, tanto che l’Fbi ha messo una taglia da 10 mila dollari sui folli con il puntatore.

Il fenomeno inizialmente solo americano è arrivato in Italia nel 2013:

“quando i piloti in volo sopra lo scalo bergamasco hanno segnalato 47 casi di quelle che si chiamano «luci fuorvianti». Casi saliti a 48 lo scorso anno, in maggioranza concentrati fra agosto e settembre: «il Caravaggio» è il settimo aeroporto per segnalazioni in una classifica guidata da Fiumicino. Nell’80% dei casi sono stati disturbati aerei in avvicinamento, nel 15% velivoli in decollo e il resto mezzi in fase di crociera. Non si è mai riusciti a individuare i responsabili”.

Maria Grazia Santini, comandante della polizia di frontiera, ha spiegato al Corriere della Sera:

“Sappiamo solo che si piazzano a ridosso dell’autostrada. I piloti fanno partire subito la segnalazione e noi la trasmettiamo alla questura o ai carabinieri. Purtroppo il tutto avviene al buio e i piloti, che stanno eseguendo manovre delicate, possono dare soltanto indicazioni poco precise. Questo, insieme al fatto che un puntatore laser può essere facilmente nascosto, rende impossibile individuare i responsabili, a differenza di chi lancia sassi dai cavalcavia. Pensiamo che siano ragazzi che non si rendono conto della gravità di ciò che fanno».”.