Oristano, detenuto picchia agente in carcere: gli voleva impedire una chiamata senza permesso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Aprile 2020 11:58 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2020 11:58
Oristano, detenuto picchia agente in carcere: gli voleva impedire una chiamata senza permesso

Oristano, detenuto picchia agente in carcere: gli voleva impedire una chiamata senza permesso (foto ANSA)

ROMA – Ha subito un trauma facciale un agente della polizia penitenziaria aggredito da un detenuto nel carcere di Massama, a Oristano.

L’uomo è stato poi fermato dai colleghi della vittima, che era intervenuta per impedire al recluso una videochiamata non autorizzata.

Nell’istituto penitenziario, infatti, i colloqui coi familiari sono sospesi a causa dell’emergenza Covid-19, ma i detenuti possono videochiamare i loro cari con un telefono fornito dall’amministrazione. 

Il recluso che ha aggredito l’agente aveva appena concluso una videochiamata quando ha cercato di farne un’altra non autorizzata.

Il poliziotto che ha provato a impedirgliela è stato raggiunto da pugni al volto ed è caduto a terra, privo di sensi.

Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Ghilarza, l’agente è stato sottoposto a una Tac per accertare l’entità delle lesioni riportate, secondo quanto riferisce Michele Cireddu, segretario generale della Uil Pa polizia penitenziaria della Sardegna.

“L’amministrazione si sta dimostrando inadeguata a gestire la complessità degli Istituti penitenziari e lo dimostrano purtroppo questi episodi che, dopo la tregua nel periodo iniziale dell’emergenza sanitaria, stanno riaffiorando con preoccupante frequenza”, sostiene Cireddu.

“Di recente, un altro agente è stato aggredito nel carcere sassarese di Bancali e ora ci troviamo a commentare questa nuova aggressione ad Oristano, un trend che preoccupa”.

“Siamo del parere che più utili dei gruppi di lavoro sarebbero stati i dispositivi di protezione contro le aggressioni, dei corsi di contenimento con tecniche efficaci e distribuzione anche ai nostri poliziotti dei taser giunge il sindacalista.

“Potevano essere degli strumenti per evitare danni fisici sia agli agenti che ai detenuti ed avrebbero potuto, se non eliminare, quantomeno limitare in maniera considerevole gli episodi di violenza anche negli istituti penitenziari”. (fonte AGI)