Oristano, pastori sardi occupano Statale 131: Sardegna divisa in due

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 luglio 2017 16:24 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2017 16:24
Oristano, pastori sardi occupano Statale 131: Sardegna divisa in due

Oristano, pastori sardi occupano Statale 131: Sardegna divisa in due

ORISTANO – Sardegna ancora una volta divisa in due. E’ successo alle 13.30 di mercoledì 11 luglio, quando oltre 500 allevatori giunti da ogni angolo dell’isola a Tramatza, per l’assemblea del Movimento pastori sardi (Mps) hanno invaso la statale 131 occupando la carreggiata e bloccando il traffico in entrambe le direzioni.

Il blitz, anche con famiglie al seguito, è avvenuto sotto il controllo delle forze dell’ordine e si è risolto in un quarto d’ora: i disagi per gli automobilisti sono stati ridotti al minimo.

A spiegare i motivi della protesta, è il leader del Movimento Felice Floris. “La pastorizia sarda sta morendo e non possiamo perdere altro tempo”, attacca al microfono chiamando a raccolta assieme a tutti gli allevatori anche i sindaci e gli amministratori dell’Isola.

Nel mirino dei pastori, sottolinea ancora Floris, “la classe politica sorda e assente, che non si occupa delle questioni primarie della Sardegna, e un apparato burocratico, quello dell’assessorato all’Agricoltura, che costa 150 milioni all’anno solo di stipendi ma non sa dare risposte alla crisi del settore”.

La rivolta è pronta per suonare la sveglia ai potenti. “Il fronte della battaglia aperta oggi a Tramatza – promette infatti Floris – si sposterà entro il mese di luglio a Cagliari, con una grande manifestazione di piazza. Se necessario daremo l’assalto al Palazzo”, minaccia il leader di Mps annunciando “una valanga umana che stani una politica ignava e assente”.

Due le richieste del Movimento: “Subito l’1 per cento del bilancio regionale, pari a una ottantina di milioni, per salvare le nostre greggi, perché – ribadisce Floris – con il latte a 50 centesimi non riusciamo più a campare. C’è poi l’emergenza siccità, è urgente il riconoscimento dello stato di calamità naturale”.

I pastori hanno già strappato il sostegno dei sindaci. “Questa non è una battaglia di comparto ma una battaglia di tutta la Sardegna”, dice il presidente dell’Anci Emiliano Deiana confermando la sua presenza e quella di tanti altri primi cittadini alla manifestazione di Cagliari.

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