Orso ucciso in Abruzzo. Antonio Centofanti: “Sono stato io, ma non volevo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2014 19:14 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 19:14
Orso ucciso in Abruzzo. Antonio Centofanti confessa: "sono stato io"

Orso ucciso in Abruzzo. Antonio Centofanti confessa: “Sono stato io”

PETTORANO SUL GIZIO (L’AQUILA) – “Sono stato io, ma non volevo”. Ha confessato Antonio Centofanti, operaio dell’Anas e proprietario di un pollaio, accusato dell’uccisione dell’orso marsicano trovato morto venerdì 12 settembre a Pettorano Sul Gizio, vicino L’Aquila. E’ stato lui a sparare all’orso, di spalle, a colpi di fucilate. Una di queste lo ha raggiunto e lo ha ammazzato.

La svolta nel pomeriggio di venerdì 19 settembre quando l’uomo, “messo davanti a chiari, precisi e concordanti indizi” raccolti dalla polizia forestale dell’Aquila, è capitolato. Si è assunto le responsabilità dell’accaduto, mettendole a verbale, dinanzi al procuratore di Sulmona, Aura Scarsella. Il quotidiano la Repubblica cita testualmente le dichiarazioni rese dall’indagato:

“Avevo subito diversi assalti alla mia struttura. Ero molto spaventato. Giovedì notte quando ho sentito dei rumori sono uscito fuori con il fucile. Sono caduto a terra e per paura di essere aggredito ho sparato… Non avevo capito che si trattava dell’orso“. 

Dei cinque pallettoni da caccia sparati dall’uomo, uno solo avrebbe perforato l’intestino dell’orso abruzzese, provocando una peritonite acuta e la morte dell’animale. Gli altri quattro, dei dieci che compongono la cartuccia, non sarebbero andati a segno.

Per il gesto commesso l’indagato rischia una condanna da 4 mesi a 2 anni. Si tratta dello stesso operaio che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essersi ferito dopo un incontro ravvicinato con un orso.