Orta Nova: agente penitenziario uccide moglie e 2 figlie e si ammazza

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 12 Ottobre 2019 7:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2019 10:34
Orta Nova (Foggia): agente penitenziario uccide moglie e 2 figlie e si ammazza

Nella foto Ansa, una volante dei carabinieri

ORTA NOVA – Un agente di Polizia penitenziaria di 53 anni si è suicidato dopo aver ucciso a colpi di pistola la moglie e le due figlie di 12 e 18 anni. Il fatto è accaduto nella notte tra 11 e 12 ottobre in un appartamento in pieno centro ad Orta Nova, in provincia di Foggia.

L’assistente capo della polizia penitenziaria Ciro Curcelli di 53 anni si è ucciso con un colpo di pistola di ordinanza alla testa dopo aver ammazzato la moglie Teresa di 54 anni e le figlie di 12 e 18. Le vittime erano ancora nel letto quando l’uomo le ha ammazzate. Poi ha chiamato i carabinieri annunciando la ‘mattanza’ e uccidendosi. L’uomo non avrebbe lasciato alcun biglietto o lettera che possano far capire le motivazioni del gesto.

Sul posto stanno operando i carabinieri che stanno cercando di ricostruire la vicenda. L’omicidio-suicidio è avvenuto nell’appartamento dove viveva la famiglia in via Guerrieri.

Strage di Orta Nova: parla il fidanzato di Valentina.

“Non ho mai saputo di problemi nella sua famiglia. Non mi so spiegare cosa è accaduto”. Cosi Marco, il fidanzato di Valentina una delle due ragazze di Orta Nova uccisa dal padre. “Ero fidanzato – ha proseguito Marco – con Valentina da un anno e sette mesi, ma non conoscevo bene i suoi genitori. Ogni tanto vedevo anche Miriana, la figlia piccola di 12 anni, quando usciva dal catechismo”. La coppia aveva anche un terzo figlio, Antonio di 26 anni che vive a Ravenna.

I vicini: “Nessun litigio, poi un colpo all’improvviso”.

“Mio figlio era in bagno quando ha sentito un colpo. Ma non pensavamo che si trattasse di un colpo di pistola”. Lo ha detto una inquilina dell’immobile che abita sullo stesso pianerottolo della famiglia di Ciro Curcelli, a Orta Nova. “Non abbiamo sentito né un litigio – aggiunge la donna -, né un grido. Mai. Erano bravissime persone. Le conoscevo da anni. Ogni tanto lei si arrabbiava con le figlie. Ma sono cose normali che fanno tutte le mamme. Lui stravedeva per la moglie e le figlie e anche per l’altro figlio che lavora a Ravenna arrivato poco fa”.

(Fonti Ansa e Agi).