Ospedale ingessa col cartone! Ma non era vero. Era una fake…ufficiale

di Lucio Fero
Pubblicato il 1 agosto 2018 9:39 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2018 9:39
Ospedale Reggio Calabria ingessa col cartone! Ma non era vero. Era una fake...ufficiale

Ospedale ingessa col cartone! Ma non era vero. Era una fake…ufficiale (foto Ansa)

ROMA – Ospedale ingessa col cartone! Scandalo e orrore. E foto e indignazione. E dove siamo arrivati! E dove arriveremo! E subito la spiegazione: mancano i soldi, i finanziamenti per la Sanità. I tagli di spesa hanno ridotto a ingessare con il cartone. L’austerità anche sul soccorso a chi ha una frattura [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Eccola…l’Europa!

I più raffinati nell’interpretazione della notizia aggiungevano alla spiegazione da taglio dei finanziamenti anche quella territoriale: ospedale di Reggio Calabria, quindi spreco, burocrazia e magari anche qualcosa d’altro negli appalti che lì da quelle parti si sa come si fa…

Tagli finanziari alla Sanità, spreco, forse malaffare: ecco come si è arrivati al cartone al posto del gesso applicato in un ospedale italiano. Non c’è stato ieri notiziario che non abbia dato notizia e spiegazione relativa. Un profluvio di sindacalisti e poi rappresentanti consumatori e poi politici a dire che quando è troppo è troppo, che si è passato ogni segno, che è ora di finirla. Tutti uniti nella conclusione delle arringhe dolenti e indignate: ci vogliono più soldi, qualcuno sborsi più soldi per la sanità ridotta alla fame, anzi al cartone.

Anche il ministro della Sanità annunciava ispezione e “andata a fondo” della vicenda e delle responsabilità.

Per tutto il giorno andava così, ieri. Poi si faceva un po’ sera. E soprattutto si faceva sapere da laggiù, dalla Calabria, che quella foto non ritraeva un ingessato col cartone. E non era stata scattata in ospedale. Quella era la foto di una immobilizzazione dell’arto sul luogo del’incidente. E allora? Allora ognun che si sia fratturato qualcosa sa che il primo intervento medico non è l’apposizione del gesso ma l’immobilizzazione appunto. E che questa si fa, anche negli ospedali di lusso, con bastoncini di legno, anzi di compensato. E che quindi dire cartone al posto del gesso non ha senso. Anzi è stupido se il cartone o altro è appunto la prima immobilizzazione.

Comunque quella foto non è stata scattata nell’ospedale, ma prima che il paziente arrivasse in ospedale. E sul far della sera si aggiunge da parte dell’ospedale di Reggio Calabria che ovviamente non hanno certo difetto di bende e garze e gesso.  Nulla di tutto questo manca o scarseggia per taglio dei fondi. Ovviamente. Perché bastava pensarci sopra un minuto, anzi meno, per vedere che l’equazione tagli alla Sanità uguale meno gessi in ospedale era in partenza una cretinata.

Gesso e bende e garze costano nulla. E’ impossibile che in un ospedale manchino perché l’ospedale non ha i soldi per comprarle. Può succedere che manchino attrezzature tipo una Tac, ma la polvere per il gesso, la benda…Come si fa a non pensare a quel che si scrive, titola, commenta? Eppure nessuno ci pensa, per tutta la giornata.

A sera da Reggio calabria fanno sapere. Primo: l’immobilizzazione di emergenza fuori dall’ospedale. Secondo: all’ospedale non mancano garze e bende. Terzo: l’ospedale regolarmente ingessa. Quindi la gran e drammatica notizia per cui ingessano col cartone non è vera. E vera non poteva essere, bastava pensarci un minuto, anche meno. Bastava mettere quella foto in relazione con il reale, il plausibile, il possibile.

Già, ma chi lo fa? Chi si prende questa briga? Chi si assume questa responsabilità di pensarci sopra un minuto, anche meno? Non l’intero sistema dell’informazione (tranne rarissime eccezioni). Non le associazioni dei cittadini sempre indignate h24. Non i sindacati, non la politica, non il ministro.

E così ingessano col il cartone nasce, e soprattutto viaggia e cresce come una fake news…ufficiale. Con tutti i timbri della comunicazione ufficiale, la tv, il governo, i sindacati…Non una fake fabbricata in un oscuro e anonimo web. No, una balla colossale alla luce del sole. Una balla resa potente e seducente dal canto e coro subito intonato da coristi e cantanti di professione e mestiere, appunto i giornalisti, i politici, i sindacalisti, le associazioni sedicenti pro cittadini…Quale canto, quale canzone? Titolo eterno e classico: Malasanità. Ritornello, refrain e strofa quasi unica: vogliamo soldi, dateci soldi. Una sorta di inno nazionale. Spesso e anche stavolta intonato e cantato a squarciagola. E a pieno, totale sproposito.