Ospedali: medici in corsia dai 27 ai 70 anni. E più soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2019 10:07 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 10:07
Ospedali: medici in corsia dai 27 ai 70 anni. E più soldi

Ospedali: medici in corsia dai 27 ai 70 anni. E più soldi (Foto Ansa)

ROMA – Medici in corsia dai 27 ai 70 anni. E più soldi.  Questo perché gli specializzandi potranno essere impiegati nelle strutture sanitarie, e allo stesso tempo c’è anche possibilità per i medici di rimanere al lavoro fino ai 70 anni. Ma per i medici anche aumenti medi variabili tra gli 83 e i 200 euro. E’ l'”ampia intesa” trovata sul Patto della Salute 2019-2021, firmato dopo una lunga trattativa tra il Governo e le Regioni.

Due miliardi per il settore sanità già a partire dal prossimo anno, 3,5 con l’anno successivo, a cui si aggiunge quanto previsto dal Bilancio con un incremento, dopo i 4 miliardi già previsti per il 2019, di 2 miliardi per gli investimenti per l’edilizia sanitaria e l’aumento di 1,5 miliardi di quelli per l’ammodernamento tecnologico.

Nell’accordo sono rientrate anche due misure fortemente richieste dalle Regioni: l’impiego degli specializzandi già dal terzo anno nelle strutture sanitarie, ma anche la possibilità su base volontaria per i medici di rimanere in attività anche oltre i 40 anni di servizio e fino a 70 anni d’età. Nel Patto è inoltre prevista la revisione dei meccanismi e degli strumenti relativi ai piani di rientro e ai commissariamenti.

Nel Patto è prevista inoltre, spiega il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, la rimodulazione “nella direzione di una maggiore flessibilità” del tetto di spesa del personale dal 5% al 10%, valutando la possibilità di un ulteriore innalzamento al 15%, e quella del tetto relativo agli acquisti di prestazioni dai privati accreditati. Prevista inoltre la revisione del decreto 70/2015 che fissava gli standard per l’assistenza ospedaliera.

Scettici invece i camici bianchi dello Smi, il Sindacato medici italiani: per il segretario generale Pina Onotri è un provvedimento “con luci e ombre, in cui ci sono poche risorse per i rinnovi contrattuali dei medici di famiglia”. Il giudizio dei presidenti di Regione è però positivo: soddisfatto il governatore della Sardegna Christian Solinas (“le nostre richieste più importanti sono state recepite”) e quello del Veneto Luca Zaia (“in questo documento c’è molto della nostra Regione”). “Per la sanità nuove assunzioni, investimenti, servizi migliori. Apriamo una nuova stagione di giustizia sociale” sintetizza il presidente del Lazio, e segretario del Pd, Nicola Zingaretti. (Fonte Ansa).