“Ostetrico, devi morire”: la scritta che minaccia un medico del San Martino

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2017 5:30 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2017 23:01
"Ostetrico, devi morire": la scritta che minaccia un medico del San Martino

“Ostetrico, devi morire”: la scritta che minaccia un medico del San Martino

GENOVA – “Ostetrico, devi morire”: questa scritta inquietante e minacciosa è apparsa sulle pareti del padiglione 2 dell‘ospedale San Martino di Genova, al piano interrato, accanto all’aula dove si tengono i corsi pre-parto.

A scriverla, secondo quanto riferisce il Secolo XIX, potrebbe essere stato un uomo, anche se le indagini sono solo all’inizio. Ma in tutto l’ospedale la tensione è palpabile. Quella scritta, vergata con mano malferma in un gigantesco corsivo, ha messo in agitazione tutti, medici e infermieri.

Sottolinea il quotidiano ligure:

Sicuramente, qualcuno ce l’ha con un ginecologo. Almeno dalla scritta. Un odio talmente profondo – per ragioni ancora del tutto da chiarire – da arrivare a spingere questa persona a pochi metri dal reparto del medico e lasciare lì la sua minaccia. In bella mostra. In modo da esser ben visibile da tutti. E ancora più inquietante, se possibile, per l’effetto cromatico di quel muro bianco e rosso, dov’è stato scritto con una bomboletta spray: «Ostetrico devi morire». Precisando sull’altra parete: «muori come un cane». Inquietante, a dir poco.

La stranezza, scrive il Secolo XIX, è che il medico ginecologo sia stato chiamato ostetrico. Forse per il desiderio di sminuire il medico? Le indagini, condotte dai carabinieri, sono appena iniziate.

“Quel posto – ha spiegato il direttore sanitario Giovanni La Valle al Secolo XIX – il sabato e la domenica non è frequentato, proprio perché si fanno solo i corsi per le future mamme. Chi ha agito lo ha fatto quasi indisturbato perché non c’era nessuno”.

I carabinieri ritengono che le scritte siano rivolte a un ginecologo legato in passato alla morte di un neonato durante il parto, una vicenda per la quale era stata aperta un’inchiesta, senza l’iscrizione del medico nel registro degli indagati.