Ostia, processo al Clan Spada: “E’ associazione mafiosa”. Inflitti tre ergastoli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 20:47 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 22:27
Ostia, processo al Clan Spada: "E' associazione mafiosa". Inflitti tre ergastoli

Roberto Spada, uno dei componenti della famiglia sinti di Ostia (foto video)

ROMA – Il clan Spada costituisce “un’associazione per delinquere di stampo mafioso”. Lo ha deciso, dopo 10 ore di camera di consiglio, la corte d’assise di Roma nel processo, celebrato nell’aula bunker di Rebibbia, a carico di 24 imputati legati alla famiglia di Ostia. Nella sentenza di primo grado, condanna alla pena dell’ergastolo per Carmine Spada, detto “Romoletto”, Roberto Spada (noto alle cronache per la testata che fracassò il setto nasale al giornalista Daniele Piervincenzi nel novembre del 2018) e Ottavio Spada, detto “Marco”. Lo ha deciso la corte d’assise accogliendo le richieste avanzate in tal senso dai pm Mario Palazzi e Ilaria Calò. 

Dei 24 imputati, 17 sono stati condannati e sette escono assolti con formula piena.

“Questa sentenza riconosce che sul litorale di Roma c’è la mafia. Si può parlare di mafia a Roma. Ringrazio magistratura e forze dell’ordine e soprattutto quei cittadini che denunciano la criminalità. Io sono qui per stare accanto a quei cittadini. Restituire fiducia ai cittadini onesti che per troppo tempo hanno avuto paura”. Lo ha detto la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, a margine della sentenza sul clan Spada di Ostia.

“La condanna di primo grado per mafia, appena pronunciata dalla Corte d’Assise di Roma, a carico di diversi soggetti ritenuti membri del clan Spada permette di iniziare a dare un nome ben preciso a chi mette quotidianamente in pericolo i cittadini. Si chiamano mafiosi e utilizzano modalità subdole come prevaricazione, ricatto, violenza”. Così in una nota i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in Commissione Antimafia. “Questa condanna – aggiungono – dimostra che se la criminalità si organizza, lo Stato ha struttura e anticorpi ancora più forti. Se si arriverà a una condanna definitiva dello stesso tenore sarà una vittoria di tutti e un tassello in più per riappropriarsi dei nostri territori, il cui controllo spetta legittimamente alle Istituzioni e non alla malavita”.

Fonte: Agi, Ansa.