Ostra, neonata trovata morta nel centro rifiuti: è nata viva, né accudita né allattata

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 marzo 2018 21:28 | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2018 21:28
Ostra, neonata trovata morta nel centro rifiuti: è nata viva, né accudita né allattata

Ostra, neonata trovata morta nel centro rifiuti: è nata viva, né accudita né allattata

ANCONA – E’ nata viva e poi è stata subito abbandonata tra i rifiuti, senza essere accudita né allattata dalla madre. Il destino della neonata, il cui corpicino straziato è stato ritrovato giovedì in un centro rifiuti di Casine di Ostra (Ancona), era già segnato prima ancora di finire nel camion che l’ha raccolta in mezzo all’indifferenziata ingombrante. Lo rivela l’autopsia eseguita ad Ancona.

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Il pm Serena Bizzarri procede contro ignoti per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Mentre i carabinieri cercano la madre, forse originaria del Nord Africa o del Sud Est asiatico: avrebbe abbandonato la piccina nelle 24 ore prima del ritrovamento.

Le condizioni del corpo, rinvenuto in un sacco dell’indifferenziata, non hanno permesso per ora di individuare la causa della morte forse attribuibile all’inedia, al freddo o a un arresto cardiocircolatorio, conseguenti alle mancate cure post parto. Il medico legale Adriano Tagliabracci ha eseguito il prelievo del Dna per eventuali comparazioni, quando e se verrà trovata la madre. Non hanno dato esito al momento la verifiche compiute dei militari di Senigallia su ospedali, strutture sanitarie e consultori a cui avrebbe potuto essersi rivolta la puerpera.

Le indagini proseguono per risalire al punto di raccolta dei rifiuti in cui è stata abbandonata la piccola. Le ricerche, che spaziano tra le province di Ancona, Pesaro e Perugia, si concentrerebbero però attorno a Senigallia. I carabinieri stanno controllando in particolare dieci stazioni dove i mezzi hanno prelevato rifiuti il giorno prima che la neonata venisse trovata, e anche i video di alcune telecamere di sorveglianza: un’operazione molto lunga e complessa vista l’enorme mole di rifiuti, circa 21 tonnellate, presente nel capannone e all’esterno dell’azienda dove, dopo i necessari atti d’indagine, l’attività è proseguita regolarmente.

Saranno i risultati definitivi dell’autopsia, che verranno depositati entro 60 giorni, a dare risposte più precise. In particolare dagli esami del sangue e degli altri reperti biologici, si potrà capire l’origine della bimba. Un elemento che potrebbe facilitare la ricerca della madre. Di certo, la piccina non è sopravvissuta a lungo in quelle condizioni. In stato di choc gli operai che durante la cernita dell’indifferenziata hanno fatto la macabra scoperta. “Ho ancora la pelle d’oca, sto tremando – dice una di loro – non ce la faccio a lavorare così”.

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