Ousseynou Sy, carabiniere testimone: “Voleva arrivare a Linate”. Col bus pieno di bambini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2019 14:58 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 14:58
Ousseynou Sy, carabiniere testimone: "Voleva arrivare a Linate". Col bus pieno di bambini

Bus dirottato e incendiato a Milano (foto ANSA)

MILANO – “Aveva un accendino in mano e gridava “spostatevi o do fuoco a tutto il pullman”. Così un carabiniere, testimoniando nel processo a carico di Ousseynou Sy, l’autista che il 20 marzo scorso ha tenuto in ostaggio 51 ragazzini, due insegnanti e una bidella e ha dato fuoco al bus, a San Donato Milanese, ha raccontato quelle fasi concitate in cui con altri colleghi salvò i ragazzini.

Fu proprio l’auto guidata dal carabiniere, assieme ad un collega, ad agganciare il veicolo dopo la richiesta di soccorso da parte di alcuni studenti all’interno del bus. “Il mio collega era quello in teoria abilitato a guidare l’auto, ma, vista la sua età molto giovane e la gravità della situazione, mi misi io al volante. Quando abbiamo raggiunto il mezzo all’altezza del ponte di Pantigliate, abbiamo provato in tutti i modi a rallentarlo assieme alle altre auto dei miei colleghi arrivate nel frattempo. Vedevo che dallo specchietto l’autista faceva dei gesti come a dire di spostarci, intanto dalla centrale operativa ci informavano che l’intenzione di Sy era andare sulle piste dell’aeroporto di Linate”.

“Abbiamo iniziato a spaccare i vetri per far uscire i bambini, i bambini uscivano e iniziavano anche a divampare le fiamme”, ha aggiunto il teste. 

Il carabiniere, davanti alla Corte d’Assise di Milano e rispondendo alle domande del pm Luca Poniz, ha raccontato che “per primo un bambino cercò di passare per uscire ma rimase bloccato, a quel punto io e un collega abbiamo spaccato i vetri e i bimbi sono riusciti a uscire. Ho visto quell’accendino – ha aggiunto – e prima ho visto che aveva anche un coltello, sono stati momenti davvero concitati”.

E poi ancora: “Il pullman ha preso fuoco molto rapidamente e quindi la nostra paura è che ci fosse qualcuno all’interno. Iniziammo a spaccare i vetri e a far uscire i bambini, i bambini uscivano e intanto divampavano le fiamme”. Anche un’altra collega, intervenuta per salvare gli alunni, ha confermato di aver visto Sy con in mano l’accendino.

Stando a quanto ricostruito dalla Procura, Sy sarebbe voluto arrivare fino a Linate per fare una strage sulla pista dell’aeroporto, per condizionare la politica in materia di immigrazione e “intimidire la popolazione”. Tra le altre accuse contestate a Sy, oltre alla strage, anche il sequestro di persona aggravato, incendio, resistenza e lesioni ai danni di 17 bambini, non solo per ferite ma anche per traumi da “stress” e psichici da “violenza emotiva”.

A bordo anche due professori e una bidella che ha bloccato le porte del mezzo con una catena. La bidella ha riferito le parole del dirottatore: “Adesso vi farò fare un bel viaggetto e da qua non uscirete più”. La donna ha raccontato tutte le fasi di quella situazione “irreale” che ha vissuto assieme agli insegnanti e agli alunni, chiarendo che il senegalese aveva “sempre in mano un coltello”, ma “io ho visto che aveva anche una pistola”. E ancora: “Sentivo che brontolava tra sé stesso sempre, diceva di bambini morti in mare e ripeteva sempre quella parola `Linate´”. 

“Mi ha minacciato con un coltello e mi ha dato delle fascette da elettricista- ha raccontato la donna – e mi ha ordinato di legare i bambini e di chiedere i cellulari a tutti. Io lo ho legati un po’ laschi e ho chiesto i telefoni ai bambini, ma con gli occhi facevo segno un po’ di consegnarmelo e un po’ no”. Infatti, proprio alcuni allievi sono riusciti a dare l’allarme conservando i telefonini: Adam riuscì a dare la localizzazione esatta ai carabinieri segnalando dove si trovava il pullman, mentre Ramy, fingendo di pregare in arabo, diede l’allarme al padre. I due docenti furono legati a una porta del bus. “Quando mi sono avvicinata all’autista – ha aggiunto la bidella – ho visto che aveva una pistola e mi ha fatto capire che se non lo avessi aiutato avrebbe sparato a tutta una fila di bambini”.

L’autista ha imboccato la strada per Milano e ha cosparso un mucchio di stracci e tende di benzina che poi “con l’aiuto di un bambino ha appeso ai finestrini e con una bomboletta spray ha oscurato i vetri dal lato dei passeggeri”. La bidella, che era l’unica non legata, ha raccontato che “Sy aveva un accendino lungo. A quel momento cercavo di stare calma che arche ero un po’ la mamma di tutti i bambini a bordo. Abbiamo cercato di rassicurarli, ma noi pensavamo che per noi ci fosse solo la morte. Mi sono vista la morte addosso ho visto il fumo, le fiamme, ho sentito poi il bus esplodere”.

Fonte: ANSA – CORRIERE DELLA SERA