Ousseynou Sy ai pm: “L’ho fatto perché i bianchi ci vogliono tutti morti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2019 15:14 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2019 15:14
Ousseynou Sy ai pm: "L'ho fatto perché i bianchi ci vogliono tutti morti"

Ousseynou Sy ai pm: “L’ho fatto perché i bianchi ci vogliono tutti morti”

MILANO – “L’ho fatto perché i bianchi ci vogliono tutti morti. Ho fatto qualche telefonata alle persone ‘Guardate che mi farò sentire’, gli ho detto”. Sono le parole di Ousseynou Sy, l’autista che ha sequestrato e dato fuoco al bus con 51 ragazzini, nell’interrogatorio davanti ai pm. Ha raccontato di aver contattato alcune “persone” prima di compiere ul sequestro, oltre ad aver fatto un video-manifesto della sua ideologia. 

L’Africa sta da sola, voi state da soli e staremo bene, vi assicuro che staremo bene, perché ci sta uccidendo (…) è un genocidio“, ha detto l’uomo ai pm, facendo riferimento più volte alle morti dei migranti in mare, aggiungendo che “i bianchi ci vogliono tutti morti, è un genocidio programmato”. E che il suo gesto “clamoroso” doveva servire anche a fare “propaganda” perché “ci sono le elezioni Europee che stanno arrivando”. Nel suo primo interrogatorio anche un insulto a Matteo Salvini e un riferimento a Di Maio che “fa gli affari con i francesi”.

Lo “scopo sotteso all’azione” di Ousseynou Sy, “era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal Governo in carica”. Il suo “intento” era “quello di compiere un’azione dimostrativa sull’onta dell’ira” in lui generata, come ha riferito, “dall’episodio del mancato sbarco di 49 persone“, ossia la vicenda della nave Mare Jonio. Lo scrive il gip di Milano Tommaso Perna nell’ordinanza.

Per il giudice è “del tutto inverosimile” la versione “offerta dall’indagato secondo cui non era sua intenzione quella di mettere in pericolo la vita degli ostaggi, dovendosi invece ritenere che soltanto per una combinazione di fattori indipendenti dalla sua volontà non si sono verificate conseguenze ben più gravi”. La potenzialità offensiva della sua azione, si legge, era “elevatissima e concretamente idonea a raggiungere lo scopo terroristico prefissato”. Se fosse stata portata a compimento, “l’azione avrebbe senza dubbio alcuno gravemente intimidito la popolazione e avrebbe, con ogni probabilità, condizionato i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri”. (Fonte Ansa).