Cronaca Italia

Loggia P3, il procuratore di Firenze: “Lombardi mi chiamò ma credevo fosse un collega”

Pensava di parlare con un collega, perchè così gli aveva riferito la sua segretaria, per questo lo salutò amichevolmente, presentandosi come ‘Pino’. E’ quanto spiegato dal procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, in merito alle telefonate con Pasquale Lombardi, coinvolto nell’inchiesta romana sulla presunta loggia segreta che avrebbe tentato di condizionare pezzi dello Stato.

Oggetto delle telefonate era un invito di Lombardi a Quattrocchi per un convegno, che poi venne annullato. Quattrocchi ha spiegato che Lombardi chiamò più volte la sua segreteria e che una sua collaboratrice gli disse che si trattava di un giudice. Così pensando di parlare con un collega, Quattrocchi lo richiamò salutandolo amichevolmente, dandogli subito del ‘tu’ e presentandosi con il diminutivo di ‘Pino’, con cui è conosciuto nell’ambiente di lavoro.

”La mia collaboratrice mi passò un appunto con un nominativo – ha spiegato Quattrocchi -. L’ho richiamato e mi ha invitato ad un convegno a Milano sul processo breve. In quel periodo ero molto impegnato e declinai l’invito, ma dopo molte insistenze detti la mia disponibilità. Lo contattai di nuovo, in seguito, per chiedere informazioni più approfondite, ma questi mi disse che il convegno era stato annullato perchè c’erano le elezioni. Non ho mai ricevuto un invito formale”.

Quattrocchi ha ricordato che in quel periodo la procura di Firenze aveva ”chiesto e ottenuto misure cautelari relative a fatti a tutti noti”, l’inchiesta sui grandi eventi, ”mantenendo comunque e sempre un atteggiamento di rigore ed intransigenza sulle vicende e sulle investigazioni che a queste si riferivano”. Il convegno si sarebbe dovuto tenere nella prima metà di marzo; Quattrocchi non ricorda quando sia avvenuto il contatto con Lombardi, ma ritiene che possa essere stato alla fine di febbraio.

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