Inchiesta P3: Verdini ed i suoi 2,6 milioni di euro sospetti arrivati sul suo conto

Pubblicato il 21 luglio 2010 9:31 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 9:42

Due milioni e 600 mila euro usciti dalla Società Toscana Edizione (Ste) e pagati a Denis Verdini e a Massimo Parisi, coordinatore toscano del Pdl. Su questa cifra e più in generale sulla situazione economico-patrimoniale della Ste, sta tentando di far luce il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3.

Per fare chiarezza su questa transazione finanziaria sono stati sentiti anche gli ispettori della Banca d’Italia che a loro volta stanno effettuano verifiche ispettive nei confronti del Credito Cooperativo Fiorentino di cui Verdini è presidente. La Ste rappresenta un grande fido per il Credito Cooperativo Fiorentino, con un’esposizione superiore al 10% del patrimonio.

Nel corso della propria attività – secondo quanto emerge da atti acquisiti al fascicolo dell’indagine – gli ispettori di Bankitalia hanno individuato nel bilancio 2008 della società un credito verso terzi per 2,6 milioni di euro, la cui natura non era chiara nè sufficientemente documentata.

Nel giugno 2009 questo credito era stato oggetto di cessione e gli ispettori hanno chiesto informazioni su quest’operazione e sull’origine del credito. Solo in data 7 maggio 2010, dopo molte richieste, spiegano gli ispettori sentiti dalla Gdf, sono stati prodotti i relativi documenti.

Dalle carte emerge che il credito deriva da un preliminare di acquisto quote pari al 70% di una società editoriale, la Nuova Editrice Toscana, stipulato l’8 settembre 2004 tra la Ste da una parte con l’impegno ad acquistare e Verdini e Parisi dall’altra, in qualità di promittenti venditori.

Dall’esame dei bilanci Ste è emerso che dal conto corrente nr. 9701-01 della Ste acceso presso il Credito Cooperativo Fiorentino, sono partiti pagamenti a Verdini e Parisi il 31 gennaio e il 22 febbraio 2005 con la causale “acquisto quote”. Ed è proprio su questi movimenti che è concentrata l’attenzione dei magistrati e degli investigatori.