Paderno, nuvola gas da inceneritore: abitanti in “ostaggio” e preoccupati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2014 14:13 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 14:14
Paderno, nuvola gas da inceneritore: abitanti in "ostaggio" e preoccupati

Paderno, nuvola gas da inceneritore: abitanti in “ostaggio” e preoccupati

BRESCIA – Una nuvola di gas tiene in “ostaggio” gli abitanti del Comune di Paderno Dugnano e dei quartieri Paderno e Villaggio Ambrosiano a Brescia. Una nuvola generata dall’inceneritore di Brescia e che preoccupa non poco i cittadini, che sono scesi in strada per protestare.

A nulla sono servite le rassicurazione di Asl e Arpa: gli abitanti temono le esalazioni irritanti di ammoniaca dallo sgradevole odore. E ora il sindaco della città lancia un ultimatum: “Soluzione entro 3 giorni, la situazione ambientale è stata sottovalutata”.

Ferdinando Baron e Paola D’Amico sul Corriere della sera – Edizione Milano spiegano:

“L’odore si sprigiona da 10mila tonnellate di ceneri pesanti, provenienti dell’inceneritore di Brescia e stoccate nell’impianto di proprietà della Leganti Naturali srl (società del gruppo Quadrio Curzio Spa), per essere trasformate in cemento, malte e prodotti per edilizia.

La tabella di marcia prevedeva di lavorare 600 tonnellate al giorno. Questo l’accordo con l’inceneritore del gruppo A2A. Le ceneri hanno viaggiato “in umido”, bagnate come da protocolli. Nessuno, pare, aveva previsto che da quel «pastone», stoccato in un’ex stabilimento riconvertito per la nuova funzione, prima ancora che gli impianti entrassero in funzione potesse scatenarsi una reazione chimica, peraltro possibile quando in gioco ci sono residui di metalli”.

Nessun gas sarebbe dovuto nascere dall’impianto e immettersi nell’atmosfera, secondo i progetti, ma la nuvola che ha avvolto Paderno è la prova evidente che le emissioni di gas sono una realtà. Marco Alparone, sindaco di Paderno Dugnano, ha dato un ultimatum:

«Devono dare una soluzione entro tre giorni – ha dichiarato ieri (6 gennaio, nrd)-. La proprietà ha detto che installerà entro l’8 febbraio abbattitori di esalazioni. Non ci stiamo. Il rischio di una reazione delle ceneri è stato sottovalutato in modo grave, perché il trattamento delle stesse è di tipo meccanico. Credo che intanto lo stoccaggio vada tolto da lì, in qualsiasi modo, anche con iattivando il processo di lavorazione. Poi, bocce ferme, finché il quadro non sarà chiaro. Lo stesso capannone non era strutturato per avere filtri né erano previste protezioni per gli operai»”.