Padova, appartamento a luci rosse: escort di notte, “felicemente sposata” di giorno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 dicembre 2017 12:51 | Ultimo aggiornamento: 16 dicembre 2017 12:51
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Padova, appartamento a luci rosse: escort di notte, “felicemente sposata” di giorno

PADOVA – Una scelta fatta perché era in cassa integrazione. Oggi, a 43 anni, con la prostituzione, era arrivata a guadagnare tra i 10mila e i 12mila euro al mese, fino a quando un blitz dei carabinieri in un appartamento nel padovano non l’ha smascherata.

La casa di appuntamenti era a Villatora di Saonara, in via Vivai, dove una volta fatta irruzione i carabinieri hanno trovato un operaio della zona in compagnia della bella signora, in abiti succinti. Lui ha ammesso tutto, spiegando la natura del loro incontro. Lei ha completato il quadro, aggiungendo di essere ormai una prostituta da gennaio 2017 e spiegando di essere però felicemente sposata e con dei figli. Ha aggiunto di percepire effettivamente la somma di 150 euro per ogni prestazione sessuale, di incontrare in media 3-4 clienti per ognuno dei 5 giorni lavorativi della settimana, arrivando a guadagnare una media di 10.000/12.000 euro al mese.

A raccontare la vicenda è Il Mattino di Padova: circa la location in cui la donna accoglieva gli uomini, è emerso che l’appartamento le era stato dato “in concessione” da un 48enne imprenditore domiciliato ad Albignasego, il quale percepiva a sua volta dalla donna la cifra mensile di 2.000 euro. Nel proseguo delle indagini, riscontrato il cospicuo giro d’affari, i militari dell’Arma hanno accertato che l’immobile era stato messo a disposizione dall’indagato anche ad un’altra donna, 42enne casalinga residente in provincia, che era solita anch’essa incontrare i clienti all’interno dell’appartamento, sempre nell’ambito di prestazioni sessuali concordate dopo contatti su siti di escort on line.

Per avere la disponibilità della casa, questa seconda prostituta versava all’uomo la cifra giornaliera di 120 euro, praticando le stesse tariffe della “collega” per ogni singola prestazione, che le consentivano appunto di arrivare a guadagni mensili di oltre 10.000 euro. Il servizio che l’indagato forniva era peraltro comprensivo del cambio della biancheria, nonché della fornitura completa di detergenti intimi e bevande, per garantire il massimo confort ai numerosi habitué della casa, ai quali veniva anche messa a disposizione una vasta gamma di accessori e indumenti sessuali in grado di soddisfare i gusti più svariati.