Padova, duello con katana nel parcheggio dello stadio: un morto

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 luglio 2018 21:03 | Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2018 21:03
Padova, duello con katana nel parcheggio dello stadio: un morto

Padova, duello con katana nel parcheggio dello stadio: un morto (Foto Ansa)

PADOVA – Potrebbe essere stato un duello a colpi di katana, la spada giapponese tipica delle arti marziali orientali, ad uccidere l’uomo filippino di 51 anni,  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] residente a Padova, il cui cadavere insanguinato è stato trovato riverso sull’asfalto di un parcheggio vuoto antistante lo stadio Euganeo, alla periferia della città veneta.

Ad indirizzare gli agenti è stata una donna, residente della zona, che dalla finestra ha sentito delle urla e ha visto due persone muoversi come in uno scontro che potrebbe richiamare le scene di Kill Bill.

Molte le ferite di arma da taglio al volto e alle braccia riscontrate sulla vittima dal medico legale. Vicino al corpo, le due spade, abbandonate sull’asfalto. Poco più in là un’auto con il baule aperto, da cui forse sono state estratte le armi.

La polizia dopo poco tempo ha individuato e fermato un connazionale della vittima. Potrebbe essere lui ad aver ingaggiato il duello mortale, ma non è chiaro con quale movente. Dopo i rilievi del caso da parte della scientifica, gli investigatori lo hanno condotto negli uffici della Questura, dove lo hanno sottoposto a un lungo interrogatorio.

E’ mistero sul motivo del duello, e mistero anche sulle identità di vittima e presunto aggressore omicida. Gli agenti stanno cercando inoltre di capire se si sia trattato di un agguato, o se i due si fossero dati appuntamento nel parcheggio dell’Euganeo per l’inusuale incontro, che in questo caso è stato mortale per uno dei due. Ulteriori accertamenti dovranno venire fatti anche sulla provenienza e sull’uso delle due spade da samurai, attrezzi utilizzati per la pratica delle arti marziali ma solitamente non con lo scopo di ferire, tantomeno di uccidere.