Padova, Il Giornale denuncia: concorso fatto “su misura” per figlio ex rettore

Pubblicato il 12 Gennaio 2010 12:29 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2010 12:30

Un concorso per un posto a tempo indeterminato da “tecnico audio” all’Università di Padova. Un concorso «costruito su misura del candidato vincitore» che, guarda caso, è il figlio dell’ex rettore. Questa la denuncia di un “quarantenne disoccupato” che ha mandato una mail al “Giornale” il 1 dicembre 2009 anticipando l’esito della selezione 2009N35 nell’ateneo veneto.

Chi è poi risultato il vincitore del bando universitario per fonico e tecnico audio svolto tra il 10 e l’11 dicembre? Come anticipato dall’anonimo informatore, è stato Federico Milanesi, figlio di Vincenzo, ex rettore proprio lì a Padova.

Secondo quanto riporta “Il Giornale”, sono parecchi i dati sospetti anche nello stesso bando di concorso pubblico. Le competenze richieste per la mansione di tecnico audio sono «conoscenza di sistemi informatici di registrazione e post-produzione, di sistemi analogici e digitali per la registrazione, manutenzione e configurazione del sistema di editing audio e video». Per queste mansioni «l’ideale sarebbe un ingegnere elettronico o informatico specializzato in informatica musicale» spiega la mail.

E invece il bando chiede la laurea in Scienza della Comunicazione o in Dams, il titolo posseduto da Federico. Insomma un «bando che sembra scritto dallo stesso vincitore in pectore».

«Non sono un veggente – scrive il “quarantenne disoccupato” che ha spedito la mail alla redazione del Giornale –  Sono una persona molto più preparata di Federico sulle materie del colloquio, e il mio curriculum non è neppure confrontabile con il suo. Per me sarebbe un sogno avere finalmente un contratto a tempo indeterminato. Quindi mi è stato consigliato di non partecipare a questo concorso perché “tanto riusciremmo lo stesso a far vincere Federico, ma se partecipi tu ci rompi le scatole e ti puoi scordare futuri possibili contratti con l’università”».

«Sono stanco di partecipare a selezioni universitarie – si legge ancora nella mail – fare prove di concorso eccellenti e sentirmi telefonare dal presidente della commissione che mi dice: “Sei stato molto bravo, ma sai che questo concorso non era per te”. Addirittura una volta mi hanno mandato una mail. Non credereste ai vostri occhi».