Padova, Marco diventa Maria all’anagrafe senza operazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2016 23:10 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2016 23:10
Padova, Marco diventa Maria all'anagrafe senza operazione

Padova, Marco diventa Maria all’anagrafe senza operazione

PADOVA – Marco potrà farsi finalmente chiamare Maria, anche sui documenti ufficiali. I nomi sono di fantasia ma la sostanza non cambia: il Tribunale di Padova, prima ancora di quello di Ragusa, ha infatti riconosciuto ad un uomo di 60 anni il diritto a poter modificare i propri dati anagrafici. La sentenza emessa poche settimane prima dell’analogo verdetto siciliano che nei giorni scorsi aveva fatto il giro d’Italia, segna un passo in avanti fondamentale perché Marco potrà richiedere il cambio di sess0 all’anagrafe senza sottoporsi ad intervento chirurgico.

I giudici padovani della I Sezione Civile gli hanno infatti accordato la possibilità di modificare il proprio nome e genere all’anagrafe. Il tutto, appunto, senza la necessità di ricorrere al bisturi. Condizione che sino ad oggi era considerata dirimente. O almeno così avevano finora inteso i giudici dal testo della legge 164 del 1982 che ammetteva il cambiamento “solo a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri ses$uali”.

Il tribunale padovano e quello siciliano, basandosi su un recente pronunciamento della Corte di Cassazione, hanno invece ritenuto che le modificazioni in questione siano da intendersi in senso più ampio e non strettamente vincolato ad un passaggio in sala operatoria.

Come riporta Il Mattino di Padova:

“Trenta anni fa, ha svestito definitivamente i panni maschili per indossare quelli da donna. Non solo: ha deciso di sottoporsi ad alcuni interventi estetici per rendere più femminili i propri tratti, senza tuttavia affrontare quello radicale di cambio di sess0 (demolitivo e ricostruttivo).

Una scelta, questa, che aveva reso impossibile modificare il nome all’anagrafe e sui documenti di identità, con tutte le imbarazzanti conseguenze del caso quando si trattava di esibirli. Ma c’è stata anche un’altra conseguenza indiretta: l’impossibilità per Marco di sposarsi con la compagna.

Di qui la decisione di avviare una causa civile – seguita dall’avvocato Alessandra Gracis – davanti al tribunale di Padova per ottenere il cambiamento di sesso all’anagrafe. Il tribunale dopo aver disposto una consulenza tecnica per verificare la sussistenza dei presupposti clinici e delle condizioni di definitività e irreversibilità necessarie per la rettificazione, ha attribuito a Marco «il sesso femminile», il nuovo nome di Maria e il via libera – qualora un giorno lo volesse – a sottoporsi all’intervento chirurgico.

Secondo i giudici padovani «può ritenersi acquisito il principio per cui l’intervento medico chirurgico non è un passaggio imprescindibile al fine della rettificazione (cioè la modifica, ndr) del sesso, traducendosi in un momento solo opzionale, dipendente da una scelta personale ed eventuale del soggetto. Ciò anche e soprattutto alla luce delle fondamentali esigenze di tutela della salute della persona»”.