Padova, Michela Ravazzolo muore dopo forti dolori allo stomaco: 3 medici indagati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 aprile 2018 16:13 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 16:13
Michela Ravazzolo morta: infarto confuso con gastrite? Medici indagati

Padova, Michela Ravazzolo muore dopo forti dolori allo stomaco: 3 medici indagati

PADOVA – Forti mal di stomaco, tanto da andare in pronto soccorso: i medici hanno diagnosticato una gastrite, ma Michela Ravazzolo è morta a 48 anni per infarto.

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I medici che hanno preso in cura la donna le hanno diagnosticato una banale gastrite, nonostante il dolore allo stomaco sempre più forte e insistente, e invece dopo due giorni di agonia Michela è morta lo scorso 4 aprile. Ora i tre medici sono indagati per omicidio colposo, scrive Cristina Genesin sul Mattino di Padova:

“Si tratta di tre medici: uno in servizio nella Guardia medica di Padova e il secondo nel Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera, entrambi di turno quando Michela si era rivolta nelle due strutture; il terzo è il medico di base della vittima.

È la notte tra l’1 e il 2 aprile scorso, tra Pasqua e Pasquetta. Michela non riesce ad addormentarsi perché non si sente bene. È oppressa da un dolore allo stomaco sempre più forte. Un dolore accompagnato anche da conati di vomito. Pensa a un’indigestione. Ma uno stato di malessere così forte non l’aveva mai provato. È preoccupata e decide di rivolgersi alla guardia medica che copre il turno festivo e notturno. Il medico in servizio va a casa sua e le prescrive delle pastiglie contro la gastrite”.

I dolori e la nausea però non accennavano a passare e così la donna il 2 aprile si reca al pronto soccorso dell’ospedale, dove viene visitata e tenuta in osservazione:

“La diagnosi sarebbe stata confermata: gastrite. Verso sera l’impiegata viene dimessa con il consiglio di assumere alcuni medicinali e di rivolgersi al medico di base per la valutazione di una terapia adeguata. Tuttavia anche la notte successiva, nessun miglioramento. Anzi, va sempre peggio. Quella “gastrite” provoca una sofferenza insopportabile e il vomito è continuo: Michela non riesce a tenere dentro niente. L’indomani, il 4 aprile, è una giornata da dimenticare. Ma la donna è arrivata al limite. E muore.

Ora è la madre a pretendere che sia fatta luce. È stata lei a trasmettere in procura un esposto dettagliato, ricostruendo l’odissea patito dalla figlia. E reclamando l’accertamento delle cause della morte e di eventuali responsabilità mediche, sempreché siano confermate”.

A stroncare la donna potrebbe essere stato un infarto, che a volte si manifesta con dolore epigastrico acuto, nause a e vomito. Dopo la denuncia della madre è stata disposta l’autopsia sul corpo della donna per identificare la causa della morte.