Padova: omicidio a colpi di katana, fermato filippino. Testimone: “L’ha finito e s’è tolto la maglia esultando”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2018 12:25 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018 12:25
Padova: omicidio a colpi di katana, fermato filippino. Testimone: "L'ha finito e s'è tolto la maglia esultando"

Padova: omicidio a colpi di katana, fermato filippino. Testimone: “L’ha finito e s’è tolto la maglia esultando”

ROMA – “Ho sentito gridare così mi sono affacciata: li ho visti colpirsi con la spada, poi uno è caduto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’altro allora prima ha infierito su di lui, quindi ha affondato la spada, come per finirlo. Quando ha capito che era morto, si è tolto la maglietta come per esultare per la vittoria, poi è salito in auto ed è sgommato via, verso la tangenziale”.

Siamo a Padova, la signora intervistata dal Gazzettino è stata testimone del terribile assassinio a colpi di katana giapponese da parte di un filippino nei confronti di un suo rivale in amore.

È stato sentito per ore, fino alle prime ore del mattino, e poi è stato portato in carcere il sospettato dell’omicidio compiuto ieri a Padova, nel parcheggio dello stadio Euganeo, in cui è stato ucciso il filippino Walter Sahagun. Il fermato è Melvin Arca, 37 anni, connazionale della vittima. Stando alle prime ricostruzioni, i due si erano dati appuntamento allo stadio per discutere: la vittima infatti era convinta che la sua ex compagna avesse una relazione con Arca.

All’arrivo all’Euganeo, Sahagun avrebbe colpito Arca con una pistola scacciacani, poi i due si sarebbero affrontati a colpi di katana, che entrambi si erano portati con sé. Dopo un primo scontro con le spade, però, Arca ha colpito Sahagun con una roncola. Mentre la vittima era agonizzante in terra, è scappato e si è diretto in casa di alcuni parenti dove si è cambiato e ha cercato di eliminare le tracce di sangue.

È stato però fermato dalla polizia, che aveva rintracciato l’auto grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini. Portato in Questura, Arca è stato sentito fino a tarda notte: ha ammesso di essersi dato appuntamento con la vittima e di essere stato aggredito, ma poi si è avvalso della facoltà di non rispondere.