Padova, Princess suicida a 14 anni: vittima di bullismo?

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 marzo 2018 5:55 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 23:32
L'ombra del bullismo sul suicidio a Padova di Princess

(Foto d’archivio)

PADOVA – Si allunga l’ombra del bullismo dietro al suicidio di Princess Juliana Chisara Mbanali, studentessa del liceo scientifico Curiel di Padova morta in seguito ad una overdose di insulina.

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La ragazzina, 14 anni e origini nigeriane, si era iniettata in vena quella sostanza nell’ottobre dello scorso anno, mentre era rimasta in casa da sola. Venne ritrovata dal padre, rientrato dal lavoro, priva di sensi. Ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Padova, è morta dopo due settimane.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta. Si vuole capire se Princess sia stata spinta al suicidio. Sotto la lente degli investigatori ci sono i comportamenti di alcuni compagni, che l’avrebbero presa in giro per il suo peso.

Secondo quanto scrive il Mattino di Padova, 

dalle testimonianze delle moltissime persone interrogate dai carabinieri è emerso che Princess Juliana, brava a scuola ma negli ultimi tempi collezionista di troppe assenze, aveva sofferto per essere stata presa in giro da alcuni coetanei. Era straniera e un po’ grassottella, fuori dai canoni estetici che la pubblicità impone dove tutte le ragazzine appaiono filiformi e magrissime. Tante le persone sentite dagli investigatori: oltre ai genitori e agli amici di famiglia come i vicini di casa, i compagni di scuole e gli amici della giovane che viveva la stagione dell’adolescenza in modo molto problematico. Da quei racconti è emerso quanto Princess soffrisse per essere destinataria di espressioni pesanti che la mettevano in ridicolo.

Inoltre la ragazzina avrebbe sofferto per la scarsa presenza dei genitori, che spesso la lasciavano sola perché impegnati a lavorare. Anche il 26 ottobre scorso, giorno della tragedia, il padre era in fabbrica, la madre in Nigeria in visita ai parenti e lei era sola nell’appartamento.

“Rientrando dal lavoro, intorno alle 21:30, mi sono accorto che mia figlia si trovava ancora a letto. Sono entrato in camera, l’ho chiamata, ma non ha risposto. L’ho toccata: respirava, ma sembrava in coma. Da allora mia figlia non si è più risvegliata”, ha raccontato il papà Geoffrey Mbanali, operaio in un’azienda padovana e tra i fondatori della Anglican Church of St. Anthony Abbot ricordando la sera in cui aveva trovato la figlia incosciente.

Per farla finita Princess ha usato una fialetta di insulina e una siringa, probabilmente quelle della madre, malata di diabete.