Padova, reimpiantata una mano ad un uomo che se l’era amputata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2020 14:54 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2020 14:54
Padova, reimpiantata una mano ad un uomo che se l'era amputata

Padova, reimpiantata una mano ad un uomo che se l’era amputata (foto ANSA)

PADOVA – I medici dell’Azienda ospedaliera di Padova hanno eseguito con successo un delicatissimo intervento per reimpiantare la mano destra a un pensionato di 64 anni.

L’amputazione della mano era avvenuta a fine aprile, durante l’emergenza coronavirus, mentre l’uomo utilizzava uno spaccalegna.

La delicata operazione ha coinvolto due equipe dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica insieme ad un team multidisciplinare, per un totale di due chirurghi ortopedici, cinque chirurghi plastici ricostruttivi, tre anestesisti e sei infermieri.

L’intervento è iniziato alle 18.30, a sole tre ore dall’amputazione, e si è concluso all’1.20.

Il paziente ha mantenuto la vitalità della mano, con la progressiva mobilizzazione attiva delle dita, ed è stato dimesso dopo sei giorni di ricovero in buone condizioni cliniche e in grado di muovere autonomamente le dita.

Dopo un periodo di riabilitazione assistita, a 50 giorni dall’intervento, i medici hanno sciolto la prognosi e ipotizzano che l’uomo possa ritornare a compiere, nell’arco di alcuni mesi, le normali attività manuali: la completa rigenerazione neuromuscolare verrà raggiunta in 18 mesi.

Subito dopo l’incidente il pensionato è stato soccorso da conoscenti, è rimasto lucido e ha raggiunto il pronto soccorso di Mirano (Venezia) con mezzi propri, portando con sé la mano recisa a livello dell’avambraccio.

Una volta stabilizzato il sanguinamento e dopo aver avviato le procedure diagnostiche per escludere la positività al coronavirus, il personale ha messo la mano in un contenitore sterile con ghiaccio e ha trasferito subito il paziente in ambulanza alla Chirurgia Plastica dell’Azienda ospedaliera di Padova per tentare il reimpianto entro 6 ore dal trauma, il tempo critico di ischemia oltre il quale le possibilità di successo si riducono drasticamente aumentando anche i rischi di vita del paziente. (fonte ANSA)