Padova, rissa al carcere “Due Palazzi”: tre feriti. Detenuti inneggiano ad Isis

Pubblicato il 23 Gennaio 2015 12:34 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 12:34
Padova, rissa al carcere "Due Palazzi": tre feriti. Detenuti inneggiano ad Isis

Padova, rissa al carcere “Due Palazzi”: tre feriti. Detenuti inneggiano ad Isis

PADOVA –  Rissa tra detenuti al carcere di Padova “Due Palazzi”. Giovedì 22 gennaio intorno alle 18:30 alcuni detenuti stranieri hanno iniziato a litigare nell’area comune. Uno di loro ha tirato fuori un oggetto appuntito, non è chiaro se fosse un coltello o un coccio di bottiglia, e ha ferito un altro detenuto, marocchino. A quel punto due agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti per cercare di sedare la lite, ma anche loro sono rimasti feriti, colpiti da un bastone appuntito, forse la gamba di una sedia rotta.

Dopo la rissa tutti i detenuti sono stati fatti rientrare nelle loro celle e ci sono stati momenti di tensione, con diversi carcerati arabi che inneggiavano all’Isis. la situazione è tornata alla normalità dopo circa mezz’ora.

Il Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, parla di fatto “gravissimo, anche in relazione all’atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba”, ha detto il segretario generale Donato Capece, che così ha ricostruito quanto accaduto:

“Nella sezione detentiva regolamentata dalla vigilanza dinamica, che permette ai detenuti di girare liberi buona parte del giorno e che per questo presenta livelli minimi di sicurezza, si respirava alta tensione, con atteggiamenti palesemente provocatori da parte di buona parte dei detenuti verso i poliziotti. All’atto dell’ingresso nel Reparto detentivo di due poliziotti penitenziari questi sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione e le cose sono drammaticamente degenerate con urla e grida. Molti dei detenuti, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all’Isis“.

Per Capece la rissa era stata organizzata, “visto che sono stati rinvenuti bastoni e coltelli artigianali”. Giovanni Vona, sempre del Sappe, non esclude che alcuni dei detenuti fossero ubriachi o drogati. Sul caso è stata aperta un’inchiesta.