Padova: si getta dal quarto piano, cade sui fili della corrente poi su un’auto e si salva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2014 12:25 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2014 12:25
(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

PADOVA – Ha tentato il suicidio gettandosi dal tetto di un condominio al quarto piano in via Stratico 4 (nella zona del Portello, non lontano dalla Cappella degli Scrovegni) a Padova ma si è salvato cadendo prima sui fili dell’elettricità e poi su un’auto di passaggio.

Come racconta il Gazzettino è ancora vivo il 44enne bancario che, per motivi economici, martedì 11 novembre verso le 10 è stato il protagonista di questa rocambolesca avventura: è ricoverato in ospedale con una serie di fratture, ma non è in pericolo di vita.

Scrive Il Mattino di Padova:

Non si sentiva valorizzato sul posto di lavoro e questo l’ha fatto uscire di senno. Un volo di 12 metri È successo ieri mattina in via Stratico, stradina stretta e corta tra via Marzolo e via Loredan, a due passi dagli istituti universitari e dalla nuova piazza del Portello. Poco dopo le 9 l’uomo si è lanciato dal tetto del condominio in cui abita con la moglie e il figlio. Ha aspettato di essere solo, ha lasciato la sua lunga lettera sul tavolo ed è salito fino all’ultimo piano per buttarsi. Il suo corpo è finito contro il cavo della pubblica illuminazione e poi sul cofano di un suv Honda che stava percorrendo via Stratico. Il conducente dell’auto, un architetto di Vigonza, ha aperto lo sportello ed è uscito di corsa temendo chissà che. Un medico in pensione, invece, è accorso verso l’uomo precipitato dal tetto e gli ha prestato i primi soccorsi. I due si conoscevano. «Hai un figlio di sei anni. Cos’hai fatto?», gli ha chiesto. Il quarantatreenne è scoppiato in un pianto disperato.
In via Stratico è arrivata un’ambulanza del Suem 118. Medici e infermieri hanno caricato l’uomo in una barella e l’hanno trasferito con urgenza in pronto soccorso. I rilievi, invece, sono stati affidati ai poliziotti della Squadra volante. Gli agenti, coordinati dal commissario capo Valeria Pace, hanno controllato l’abitazione in cui vive l’uomo di 43 anni, hanno trovato la sua lunga lettera con i saluti a tutta la famiglia. Gli uomini della Questura hanno raccolto anche le testimonianze e poi sono corsi in ospedale per provare a parlare con il ferito.