Padova, sindaco Bitonci: “Crocifisso obbligatorio in scuole e uffici pubblici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2014 22:20 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2014 22:21
Padova, sindaco Bitonci: "Crocifisso obbligatorio in scuole e uffici pubblici"

Padova, sindaco Bitonci: “Crocifisso obbligatorio in scuole e uffici pubblici”

VENEZIA – “Crocifisso obbligatorio in scuole e uffici pubblici regalato dal Comune di Padova”. Ad annunciarlo è il sindaco Massimo Bitonci, della Lega nord, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il 25 giugno. Un annuncio che ha scatenato le polemiche mai sopite tra chi lo ritiene simbolo di una “battaglia di civiltà” e chi un’imposizione che “lede il principio di laicità” dello Stato.

I primi giorni da sindaco del senatore del Carroccio esprimono più d’ogni altro discorso la discontinuità netta con la precedente giunta di centrosinistra: il 24 giugno l’annuncio che le palestre comunali non potranno più essere utilizzate dalla comunità islamica per la festa del Ramadam e il 25 giugno il crocifisso negli edifici pubblici, uno dei ‘cavalli di battaglia’ di Bitonci.

L’amministratore si spinge però oltre, parlando di “obbligo” del crocifisso. Proprio l’obbligatorietà, e le eventuali sanzioni per chi non lo esponesse, si potrebbe immaginare, è il tema rimasto sempre fuori dalle leggi regionali e dagli statuti con cui le amministrazioni hanno affrontato il caso.

Nella legge della Regione Lombardia (novembre 2011) che prevede l’esposizione nei luoghi pubblici del simbolo della cristianità, l’obbligo non è contemplato. Come pure nel caso dell’unico Comune in Italia intervenuto sulla materia, quello di Galzignano Terme (Padova), nel cui statuto è spiegato che

“…in riferimento alle radici giudaico cristiane della comunità, e nel rispetto dei principi di pluralismo e laicità delle istituzioni, in tutti i locali degli edifici comunali aperti alla pubblica utenza, verrà esposto il crocifisso”.

Nessuna obbligatorietà, nessuna sanzione amministrativa. Bitonci, oggi impegnato al Senato per definire l’iter delle sue dimissioni da palazzo Madama, avendo optato per la poltrona di sindaco, non ha precisato nel dettaglio come porterà a termine l’iniziativa.

“Ora in tutti gli edifici e scuole un bel crocifisso obbligatorio regalato dal Comune. E guai a chi lo tocca”,

ha scritto di buon mattino su Fb, corredando il post con una foto del 2009, in cui lo si vede impegnato attivamente in un sit-in per la distribuzione gratuita di crocefissi ad Abano Terme (Padova).

E’ questa la cittadina da cui la polemica sul crocifisso ha avuto inizio. Qui partì nel 2002 la ‘battaglia’ di Massimo Albertin e della moglie finlandese Soile Tuuliki, che si opposero a che il crocifisso fosse esposto nell’aula scolastica delle figlie. A suon di ricorsi e controricorsi si giunse a marzo 2011, con la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei Diritti umani, la quale accolse la tesi dell’Italia stabilendo che l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non può essere considerata un elemento di “indottrinamento”.

E così Albertin ha commentato:

“Ha detto di essere sindaco di tutti, ma già con questo gesto dimostra di non esserlo”.