Padova: 30 arresti per traffico di droga, avvocati e imprenditori locali tra i clienti

Stefano Petrelli *
Pubblicato il 9 Novembre 2010 18:51 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 18:51

Quattordici ordinanze di custodia cautelare in carcere, trenta persone arrestate in flagranza di reato e oltre 60 chili di sostanze stupefacenti sequestrate. I carabinieri di Padova hanno sgominato un traffico di droga che, inclusi i clienti, coinvolgeva oltre 250 persone. Tutto ruotava intorno allo spacciatore tunisino Zied Brahmi, 28 anni. “Zico”, come era stato soprannominato il pusher, operava principalmente nei locali in vista del quartiere Chiesanuova. Secondo le forze dell’ordine il volume d’affari dello spacciatore era di circa tre mila euro al giorno. Fra i clienti di Zico c’erano anche imprenditori e avvocati.

L’indagine è durata 2 anni. I carabinieri sono arrivati a intercettare persino le telefonate con i fornitori in Afghanistan e a sequestrare oppio ancora grezzo. I militari hanno sequestrato in più riprese 45 chili di eroina, 20 chili di marijuana, 2 chili di cocaina e 800 grammi di oppio al penultimo stadio di raffinazione, che una volta lavorato con il paracetamolo avrebbe dato non meno di otto chili di polvere da spacciare.

A fornire la droga al pusher era il cittadino albanese Klodian Lipnikova, 27 anni, fermato lo scorso anno a Padova dai carabinieri con 20 chili di marijuana, e il connazionale Nasi Bledar Golloshi, 30enne,  fermato dai carabinieri con gli 800 grammi di oppio ancora da raffinare. Tra gli italiani arrestati spicca la figura di Luciano Dainese, 46 anni padovano, che aveva il compito di andare ad effettuare i pagamenti in Olanda per conto dell’organizzazione.

Una svolta alle indagini è stata data dalle intercettazioni di un telefonino fatto avere in carcere ad Andrei Mihai Popa, ventiquatrenne romeno, arrestato dopo un inseguimento in autostrada nel luglio dello scorso anno. L’uomo, finito in carcere perché trovato in possesso di tre chili di eroina, da dietro alle sbarre in attesa di giudizio in una casa circondariale del Veneto, continuava a impartire ordini e ricevere richieste al telefonino, non sapendo di essere intercettato.

*Scuola di Giornalismo Luiss