Paganica, Edmond Preka muore annegato per sfuggire all’aggressione dei cani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 marzo 2018 19:53 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 19:53
Paganica, Edmond Preka muore annegato per sfuggire all'aggressione dei cani

Paganica, Edmond Preka muore annegato per sfuggire all’aggressione dei cani

L’AQUILA – Un uomo di 36 anni, padre di 2 figli, è morto sulla strada di casa aggredito dai cani. Il cadavere era pieno di morsi. Per sfuggire agli animali ha provato a correre, saltando un fosso. Invece è caduto malamente nell’acqua, battendo la testa su un sasso. La fossa era profonda solo mezzo metro, ma l’uomo probabilmente è svenuto e è finito con la testa nell’acqua annegando.

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La vittima si chiamava Edmond Preka, di origine albanese. Faceva il muratore. Lascia la moglie e 2 bambini, di 7 e 4 anni. Per i carabinieri non sarà un compito facile. Nessuno ha visto né sentito. Non si sa quanti fossero i cani che hanno aggredito Preka né se abbiano un padrone.

Il giovane albanese intorno alle 17 era al bar con gli amici, quando ha ricevuto la telefonata della moglie e si è avviato a piedi verso la sua casa, intorno alle 18.30 del pomeriggio. L’uomo si è infilato in una stradina che porta alla strada provinciale, proprio mentre il buio stava calando, scrive Giustino Parisse sul quotidiano Il Centro:

“All’altezza di una tabella che indica via Fioretta, ha svoltato a destra su una strada sterrata larga circa tre metri che separa di fatto il nucleo industriale di Bazzano dal Progetto Case di Paganica realizzato dopo il sisma. La viuzza, in questi giorni fangosa e piena di buche, è costeggiata da un canale irriguo che una volta serviva la vastità dei prati sui quali dagli anni Settanta del secolo scorso sono cominciati a spuntare i capannoni”.

Il corpo è stato trovato in tarda serata dalla moglie, che insieme alle autorità e agli amici stava cercando disperatamente il marito. La donna ha notato la scarpa vicino al canale del fiume Vera e poi si è gettata in acqua, ma il marito era già morto. Per l’autopsia, Preka è stato aggredito da almeno due cani. L’operaio ne aveva molta paura, perché qualche anno fa era stato aggredito e ne portava ancora i segni sul volto:

“Quindi può essere accaduto (per adesso non ci sono testimoni) che l’uomo – di corporatura esile – dopo essere stato inseguito e preso a morsi sia andato nel panico. Dall’esame compiuto dal medico legale sono venute fuori ferite nel fondoschiena (quindi potrebbe essere stato assalito alle spalle) e poi diverse lesioni alle braccia tanto che il giubbino nero che l’operaio indossava sopra una maglietta, risulta strappato con violenza in più parti proprio nella zona degli arti superiori. Rilevati anche tagli, simili a graffiature, sul volto forse provocati dalla caduta nel canale”.

Non sono stati però i morsi dei cani a ucciderlo, Preka è morto annegato: probabilmente nel vano tentativo di sfuggire all’aggressione degli animali, ha battuto la testa ed è affogato nel canale.