Palermo, ballerino italiano di colore pestato a sangue. Gli urlavano: “Sporco negro, torna al tuo paese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 agosto 2018 19:50 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2018 19:50
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Palermo, ballerino italiano di colore pestato a sangue, ora ricoverato

PALERMO – “Sporco negro, torna nel tuo paese. Vattene da qui. Non sei degno di stare con noi”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E’ l’ennesimo episodio di violenza a sfondo razziale e questa volta arriva dalla Sicilia. La vittima è un ballerino adottato da una famiglia di Agrigento.

Il giovane, Davide Mangiapane, 23enne nato a Palermo, è ora ricoverato all’ospedale Civico locale dove ha subito un lungo intervento nel reparto di chirurgia maxillo facciale: il pestaggio gli ha infatti procurato la frattura della mandibola, con una prima prognosi di 30 giorni. I due aggressori, tra cui un minore, sono stati denunciati per violenza e lesioni personali, ma senza l’aggravante razziale.

I fatti sono avvenuti lo scorso 21 luglio a Lercara Friddi, in provincia di Palermo. “Mio figlio è ancora sotto choc per quegli insulti che ha subito durante il pestaggio davanti al pub. La frattura scomposta della mandibola guarirà, almeno spero, seppure con fatica, ma quegli insulti come ‘negro di merda, torna al tuo paese’ non riesce a dimenticarli. Il suo paese è l’Italia”. A parlare con l’Adnkronos è Giuseppe Mangiapane, padre di Davide. “Oggi, per la prima volta, è riuscito a parlare e a dire le prime parole – racconta il padre – E’ stato terribile. Mio figlio non ha alcuna colpa. Si trovava davanti al pub, quando quei due energumeni si sono avvicinati e gli hanno fatto cadere a terra il suo cappellino. Lui si è rivolto a loro e ha detto: ‘Vi spiace raccogliere da terra quello che avete fatto cadere?’. E per tutta risposta gli hanno dato un pugno e lo hanno fatto cadere. Da quel momento è iniziato il pestaggio. E ci sono i testimoni che possono confermare tutto”.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, che conducono l’inchiesta coordinata dalla Procura dei minori e della Procura ordinaria, il 23enne avrebbe fatto un apprezzamento a una ragazza e è stato poi colpito al volto dal fidanzato della giovane con un pugno. Ma il padre nega tutto: “Non è affatto così – dice – E’ falsissimo, mio figlio non ha detto proprio niente. Era fuori dal pub quando è stato avvicinato da questi due che lo hanno molestato facendogli cadere il cappellino a terra”.

Il papà di Davide ha la data di nascita del figlio tatuata sul braccio: “Lo abbiamo adottato quando aveva appena 40 giorni. Adoro mio figlio e vederlo soffrire mi fa molto male. Lui non aveva mai subito episodi di razzismo, fa il ballerino di zumba, di balli caraibici, è sempre in giro, sempre benvoluto da tutti. Questi sono due balordi e basta. Spero che paghino”.

Giuseppe Mangiapane si rivolge infine agli inquirenti: “Non capisco perché non ci sia l’aggravante del razzismo nel capo d’accusa dei due aggressori. Gli hanno detto frasi razziste orribili, perché non c’è l’aggravante? La legge farà il suo corso. Dio, forse, perdona ma io aspetto fiducioso la giustizia”.