Palermo, bimbo di un anno e mezzo ingerisce cocaina e hashish

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 17:53 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 18:50
Palermo, bimbo di un anno e mezzo ingerisce cocaina e hashish

Un pronto soccorso (ANSA)

PALERMO – Solo per un caso è stata evitata la tragedia, anche se restano ancora da chiarire i contorni di una vicenda che ha come vittima un bimbo di un anno e mezzo. Il piccolo è stato ricoverato ieri, 24 settembre, in Rianimazione a Palermo dopo avere ingerito hashish e cocaina, come ha confermato il referto dei medici. Inizialmente era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Buccheri La Ferla, poi – a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni – è stato trasferito in Rianimazione all’ospedale dei Bambini. Per ore i genitori sono rimasti dietro la porta del reparto in attesa di notizie. Fortunatamente, dopo 24 ore, il piccolo è migliorato ed è stato trasferito in Pediatria.

La polizia, che ha segnalato la vicenda al tribunale dei Minori, ha subito compiuto una perquisizione nell’abitazione della coppia, senza però trovare alcuna traccia di sostanze stupefacenti. Il padre ha raccontato agli agenti che il figlioletto stava giocando fuori casa e avrebbe trovato lo stupefacente in strada. Una versione che non ha convinto gli investigatori.

Secondo caso a Palermo

Una vicenda analoga a quella del bimbo ricoverato in ospedale dopo avere ingerito hashish e cocaina si era registrata, sempre a Palermo, nel dicembre del 2011. Un bimbo di 18 mesi fu ricoverato all’ospedale dei bambini in fin di vita. Durante la visita furono scoperti sul corpicino del piccolo lividi, graffi e segni di bruciature sulle manine. E nelle urine una concentrazione di cocaina tale da far temere un’overdose. I genitori, entrambi tossicodipendenti, furono accusati di aver lasciato sul tavolo tracce di cocaina che sarebbero state ingerite dal bambino e dagli altri due figli. Accusa che restò in piedi solo per il padre, mentre la madre venne condannata a tre anni di reclusione dal Gup, con il rito abbreviato, per le lesioni: avrebbe colpito ripetutamente alla testa e al volto il piccolo, lasciando che i fratelli gli provocassero, per gioco, bruciature sulle mani e graffi.

A cedere alle contestazioni della polizia fu il compagno della donna, che raccontò le continue violenze della madre sui bambini. Restava da chiarire la presenza di cocaina nelle urine del piccolo. Poi l’uomo ammise di essere tossicodipendente e di fare uso da tempo di cocaina assieme alla compagna.

Fonte: ANSA