Emergenza rifiuti a Palermo, torna a bruciare la “città spazzatura dimenticata”

Pubblicato il 23 Giugno 2010 12:11 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2010 12:11

“Palermo ville-poubelle délaissée”. Palermo città spazzatura dimenticata. A titolarlo è il quotidiano parigino “Le Monde” che, al contrario della stampa e delle televisioni nostrane, informa i cittadini sulla disastrosa situazione che sta vivendo il capoluogo siciliano. Un copione già visto a Napoli ma che, al contrario dell’emergenza rifiuti in Campania, passa inosservato. Mentre il sindaco Cammarata vola in Sudafrica per vedere la nazionale, il prefetto Giancarlo Trevisone litiga con i dirigenti dell’Amia e la città riprende a bruciare.

«Nel 2008 i cumuli di spazzatura che si accumulavano nelle strade di Napoli – scrive il quotidiano -avevano fatto decollare la campagna elettorale di Berlusconi: e se la destra ha vinto le elezioni legislative è anche perché la sinistra (allora al potere a livello nazionale, regionale e comunale) si era mostrata incapace di affrontare l’emergenza spazzatura». «Ma ora – continua “Le Monde” – la situazione si ripete tale quale a Palermo, in Sicilia, città controllata dal partito di Berlusconi, senza che questa volta avvenga alcun ‘miracolo napoletano’. Non importa: la stampa cartacea non ne parla, le televisioni ancora meno. Eppure la storia è uguale: cumuli di immondizia dappertutto. I cittadini esasperati danno fuoco ai cassonetti, la notte, creando un rischio diossina».

“Le Monde” mette sul banco degli imputati il sindaco palermitano Diego Cammarata: mentre la sua città veniva sommersa da cumuli e cumuli di immondizia, il primo cittadino è volato per in Sudafrica per una tre giorni “mondiale”, non prima, però, di aver aumentato la tassa sui rifiuti e mentre la metà dei quaranta camion destinati alla raccolta sono fermi nei depositi, in panne.

Cammarata però respinge le accuse e nega ogni responsabilità: “Già a gennaio del 2009 – ha dichiarato a la Repubblica – ho chiesto per Palermo lo stato di emergenza: non erano stati realizzati i termovalorizzatori e ritenevo necessario che fossero autorizzati nuovi lavori in discarica per scongiurare l’incubo dei cassonetti pieni. Se poi la montagna ha partorito un topolino non è colpa mia”.

Nonostante le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (“tra una settimana la città tornerà alla pulizia e alla bellezza che le sono proprie”) e l’intervento dell’uomo salva-emergenze Guido Bertolaso, l’emergenza rifiuti nel capoluogo siciliano va avanti da più di un anno.

Solo martedì il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, aveva annunciato che la quinta vasca della discarica di Bellolampo, che dovrebbe assicurare il conferimento almeno fino ai primi mesi del 2011, è pronta. Ma i commissari straordinari dell’Amia, l’azienda che si occupa dello smaltimento della spazzatura, contestano questi dati. Secondo loro la quinta vasca avrebbe potuto accogliere rifiuti solo fino alla fine dell’estate. Tra un paio di mesi vedremo chi ha ragione.

Intanto la città è tornata a bruciare. Dopo giorni di tregua, nella notte numerosi roghi di rifiuti si sono sviluppati a Palermo e in provincia. Nel capoluogo gli incendi si sono verificati in via Tavola Tonda, davanti al mercato ortofrutticolo, in via dell’Orsa maggiore, in via Cassaro Bonanno, a Ciaculli, e in via Santa Maria di Gesù. Squadre di vigili del fuoco in azione anche per spegnere le fiamme appiccate alle mini discariche createsi a Carini e a Altavilla Milicia, in contrada Case Nuove, dove il fuoco si è esteso alle sterpaglie.