Palermo/ Emergenza rifiuti, montagne di immondizia dappertutto, chiesto intervento Protezione civile

Pubblicato il 1 giugno 2009 9:28 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2009 12:49

L’emergenza rifiuti esplode a Palermo in tutta la sua drammaticità. Montagne di immondizia in ogni angolo della città, 200 cassonetti bruciati, il municipio presidiato da 400 lavoratori dell’azienda rifiuti (Amia) e dalle forze dell’ordine, a quanto riferisce La Repubblica.  

E questo mentre i consiglieri comunali ieri hanno sfiorato la rissa e la maggioranza di centrodestra perde l’ultima occasione per varare un aumento della tassa sulla raccolta dell’immondizia che avrebbe permesso di racimolare i 35 milioni di euro necessari per rinnovare il contratto con l’Amia.

E mentre si scatena la polemica politica – con il segretario nazionale del Pd Franceschini che denuncia “a Palermo ci sono rifiuti ovunque, ma la città è di destra, la Regione è di destra, così le tv non fanno vedere niente” e il centrosinistra e l’Mpa che chiedono le dimissioni del sindaco Pdl Cammarata – è allarme per quello che potrà accadere nelle prossime ore.

Tanto da spingere il presidente della Regione Lombardo ad annunciare: “C’è il rischio che possano determinarsi vere e proprie emergenze sanitarie su cui occorre intervenire se necessario anche con i mezzi e i poteri della Protezione civile regionale e nazionale“.

I rifiuti si accumulano ormai da una decina di giorni a causa dell’astensione dagli straordinari e del rifiuto di salire sui mezzi non sicuri, cioè quasi nessuno, da parte dei lavoratori dell’Amia. Gli stipendi di giugno sono a rischio e ieri i sindacati hanno deciso di proseguire la protesta, portando avanti uno “sciopero bianco”, e cioè il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza.

Se a questo si aggiunge il fatto che ogni giorno, in media, la metà dei mezzi per la raccolta resta ferma per avarie, sono presto spiegati i cumuli di immondizia che fermentano sotto il sole e a cui residenti esasperati spesso danno fuoco.

Il consiglio comunale ieri era stato convocato per approvare in extremis l’aumento della tassa dei rifiuti (a mezzanotte scadevano i termini per approvare il bilancio di previsione). Ma alla fine il centrodestra ha dovuto arrendersi all’ostruzionismo dell’opposizione che aveva presentato 1.200 emendamenti: “Non potevamo permettere che le conseguenze di una dissennata gestione ricadessero sui cittadini”.

Il sindaco, che parla di “città invasa in modo intollerabile e indecente dai rifiuti”, replica accusando lavoratori e sindacati di “irresponsabilità” e le opposizioni di “strumentalizzare la crisi dell’Amia, dovuta a un eccessivo peso del costo del personale”.