Palermo, finti incidenti per truffare assicurazioni: avvocati tra gli arrestati

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2013 10:24 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2013 10:27

rcautoPALERMO – Un terreno dalle parti di Partinico utilizzato come “pista di collisione” per gli incidenti simulati. Incidenti per i quali, però, si chiedevano e ottenevano risarcimenti (veri) dalle assicurazioni. Per questa truffa sono finite in manette 23 persone, tra cui avvocati e periti assicurativi.

La polizia ha smantellato l’organizzazione che avrebbe messo a segno decine di truffe nei confronti di compagnie assicurative automobilistiche.

Alle prime luci dell’alba è scattata l’operazione Phantom Crash con la quale gli agenti del locale commissariato, insieme ai colleghi di Corleone e della Squadra Mobile di Palermo, hanno eseguito 23 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, inseriti in un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di note compagnie assicurative.

Le indagini, condotte anche con intercettazioni telefoniche e riprese video, hanno permesso di registrare i meccanismi di una truffa messa a segno in modo sistematico da un’organizzazione ben rodata. A farne parte, con compiti distinti, una serie di professionisti tra avvocati, periti assicurativi ed impiegati postali. Anche per loro sono scattati gli arresti.

Per compiere la truffa è stato sfruttato un vasto appezzamento di terreno a Partinico, nella disponibilità della “mente” della banda, utilizzato come pista di collisione dove provocare gli incidenti che poi sarebbero stati denunciati come reali ed avrebbero portato a lauti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative.

L’inchiesta è partita quando sono stati incrociati i dati di alcuni incidenti ed è stato scoperto che le persone coinvolte erano sempre le stesse: una coincidenza che ha insospettito gli investigatori. Alla fine dopo due anni di indagine sono stati individuati 300 scontri e tamponamenti costruiti ad arte da periti, avvocati, assicuratori, geometri, impiegati di banca per truffare una trentina di compagnia assicurative. Sono state 117 le persone finite nell’inchiesta, per 28 di loro scatta anche l’aggravante dell’associazione a delinquere. L’organizzazione fabbricava i finti incidenti tra Partinico, Borgetto, Trappeto, Balestrate. In diversi casi i periti nominati dal sostituto procuratore Calogero Ferrara avrebbero stabilito che le ammaccature alle auto sarebbero state provocate da colpi di mazza e non da veri tamponamenti.