Palermo, filma tendopoli di Ferragosto in spiaggia: giornalista massacrata di botte

di Antonella del Sordo
Pubblicato il 16 Agosto 2020 14:43 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2021 18:54
Palermo, filma tendopoli di Ferragosto in spiaggia: giornalista massacrata di botte

Palermo, filma tendopoli di Ferragosto in spiaggia: giornalista massacrata di botte (Foto repertorio Ansa)

Il mestiere del reporter, ai tempi del “post” Covid.

Si respira diffidenza e intolleranza, un po’ ovunque. Forse si è stanchi dei tanti controlli cui siamo stati costretti in questi lunghi mesi di chiusure e “autocertificazioni”. Ma nulla può giustificare tale e tanta rabbia. Rabbia che sembra esplodere, senza controllo, come da una pentola a pressione. E certamente non possiamo tollerare che questa rabbia si trasformi in violenza. Tanto più che la vittima stava semplicemente svolgendo – legalmente – il proprio lavoro. E i carnefici, invece, bivaccavano ammassati in spiaggia, trasgredendo le regole.

Massacrata di botte una giornalista a Palermo: stava filmando gli assembramenti in spiaggia.

E’ accaduto sulla spiaggia di Barcarello, nella borgata marinara di Sferracavallo a Palermo. Una giornalista che stava riprendendo lo sgombero di una tendopoli allestita a Ferragosto, è stata aggredita assieme ad un’amica da un gruppo di una trentina di persone.

E’ stata presa a calci e pugni, ed è stata “salvata” dai carabinieri. La giornalista racconta: “In tanti anni di attività non avevo mai visto una cosa così. La rabbia, la violenza senza motivo sfogata senza remore”.

Poi aggiunge: “Quello che ferisce di più però è stata l’indifferenza di tanti che hanno assistito alla scena. Ho chiesto aiuto, mi hanno detto no. C’era anche chi faceva un video con il telefono cellulare”.

Una signora le aveva chiesto di non riprendere i bambini. “Le ho detto che non li avrei ripresi, ma in quell’istante un gruppo si è scagliato contro di me. Mi sono ritrovata per terra – dice – contro di me schiaffi, calci, pugni. Una ragazza mi ha dato dei pugni sul naso”.

Erano donne, tante. Gli uomini guardavano. La mia amica, che mi attendeva in auto, mi ha raggiunto per difendermi ma anche lei è stata aggredita. Un uomo le ha dato un calcio facendola cadere”.

“Mi volano gli occhiali e loro continuano a insultare e colpire. Contro di me anche testate. Sono piena di lividi ed escoriazioni, ma quello che mi ferisce di più è l’indifferenza. Ho chiesto aiuto, un signore che era lì mi ha detto no… E’ avvilente”.

“Siamo cosi tanto abituati alla violenza?”, si domanda ancora incredula la reporter. “Siamo salve – prosegue – grazie all’intervento di un’auto dei carabinieri, che in realtà credo fosse stata chiamata dai colleghi in spiaggia perché anche lì le operazioni non andavano avanti serenamente”.

La cronista riferisce che “il gruppo, erano tanti, ha aggredito anche i militari che prima ci hanno offerto riparo nella loro auto e poi ci hanno detto di andare via”.

“Noi siamo scappate e abbiamo raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Cervello, dove i medici ci hanno visitato”.

“Abbiamo un prognosi di cinque giorni – conclude – ma io dovrò fare degli accertamenti perché ho molti dolori al torace. I carabinieri poi ci hanno rintracciato e abbiamo spiegato cosa era accaduto”. (Fonte: Ansa).