Palermo, Giuseppe Pecoraro condannato all’ergastolo: bruciò vivo clochard

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 aprile 2018 17:45 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 17:45
Palermo, Giuseppe Pecoraro condannato ergastolo omicidio Marcello Cimino

Palermo, Giuseppe Pecoraro condannato all’ergastolo per l’omicidio del clochard

PALERMO – Ha ucciso un clochard dandogli fuoco per le strade di Palermo: il benzinaio Giuseppe Pecoraro è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Marcello Cimino.

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Pecoraro, benzinaio di 45 anni, la notte del 10 marzo 2017 cosparse Marcello Cimino di benzina e poi gli diede fuoco, bruciandolo vivo. Dopo poco più di un anno il processo col rito abbreviato si è concluso l’11 aprile con la sentenza di condanna all’ergastolo, come richiesto dai pm, e con un risarcimento da 50mila euro a ciascuna delle tre figlie della vittima e di 10mila euro alle sue sorelle. Romina Marceca su Repubblica scrive :

“Marcello Cimino la notte del 10 marzo stava dormendo sotto i portici della mensa per i poveri dei frati Cappuccini, in via Cipressi. Un video, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza dei Cappuccini, ha immortalato le fasi di quel delitto. Giuseppe Pecoraro arrivò con un secchio pieno di benzina e cosparse il corpo di Cimino mentre la vittima stava dormendo. Cimino ha avuto appena il tempo di destarsi e Pecoraro ha appiccato le fiamme con un accendino. Poi è scappato via mentre il senzatetto moriva tra le fiamme.

La pm Forti nella sua premessa al giudice Sala ha elencato le quattro aggravanti all’accusa di omicidio volontario. La prima è quella della premeditazione (l’assassino ha acquistato la benzina e si è procurato un secchio), poi c’è “l’abuso della minorata difesa” (il clochard stava dormendo), quindi la crudeltà (la vittima è stata arsa viva) e i “futili e abietti motivi” (la gelosia). Giuseppe Pecoraro arrestato dalla squadra mobile poche ore dopo l’omicidio ha confessato di aver commesso quell’omicidio “per gelosia”. “Ero geloso, insidiava la mia fidanzata. Faceva battute che non mi piacevano”, ha detto dopo mezz’ora di interrogatorio”.