Palermo, si facevano rompere le ossa per frodare le assicurazioni. Stavolta c’è scappato anche il morto

di Dini Casali
Pubblicato il 15 aprile 2019 9:52 | Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2019 13:21
Palermo, si facevano rompere le ossa per frodare le assicurazioni. Stavolta c'è scappato anche il morto

Palermo, si facevano rompere le ossa per frodare le assicurazioni. Stavolta c’è scappato anche il morto

ROMA – Stavolta c’è scappato anche il morto a Palermo tra i poveri cristi che per pochi spiccioli si sottoponevano volontariamente a mutilazioni e fratture per inscenare falsi incidenti e permettere a un’organizzazione senza scrupoli di lucrare migliaia di euro dai rimborsi assicurativi: un cittadino tunisino, prima drogato di crack per non sottrarsi alle lesioni, magari con dischi di ghisa o blocchi di cemento, non ce l’ha fatta, è deceduto per le gravissime conseguenze. Cinicamente, la sua morte è stata attribuita a un incidente stradale, cioè la stessa ragione che i capi dell’organizzazione avevano tentato di mettere in scena.

Fermate 42 persone. Nuova maxi operazione a Palermo nell’ambito dell’inchiesta nei confronti di un’organizzazione che avrebbe truffato le assicurazioni con falsi incidenti, arrivando perfino a gravissimi danni fisici come mutilazione degli arti e fratture a vittime compiacenti. Gli agenti della squadra mobile di Palermo, la guardia di finanza e la polizia penitenziaria hanno fermato 42 persone. Tra questi anche un avvocato palermitano che curava la parte legale di molti dei falsi sinistri. Centinaia gli indagati.

Le operazioni di Polizia e Guardia di finanza, denominate in codice ‘Contra Fides’ e ‘Tantalo bis’, costituiscono il prosieguo dell’inchiesta che già lo scorso anno aveva portato ad 11 fermi e ad una cinquantina di indagati. Le persone fermate stamane sono accusate, a vario titolo, di lesioni gravi, usura, estorsione, peculato, truffe assicurative e autoriciclaggio.

La morte di Hadry Yakoub: al tunisino somministrato anche crack. C’è anche un morto tra le vittime dell’organizzazione criminale che truffava le assicurazioni a Palermo. La vittima è un cittadino tunisino, Hadry Yakoub, trovato morto su una strada alla periferia del capoluogo, per questa vicenda erano state già fermate lo scorso agosto tre persone. All’extracomunitario sarebbero state somministrate dosi di crack per evitare che si potesse sottrarre alle lesioni.

La morte, in un primo momento decretata come conseguenza di un incidente stradale, in realtà era stata determinata dalle fratture multiple procurate al tunisino da appartenenti all’associazione criminale al fine di inscenare un finto incidente. I responsabili non avevano poi esitato a fingere comunque che il tunisino fosse rimasto vittima di incidente stradale.

Il sistema criminale. Le indagini hanno consentito di delineare le condotte di un gruppo criminale dedito a pianificare ed inscenare falsi incidenti stradali che consentivano di ottenere ingenti risarcimenti per gravissimi danni fisici procurati a soggetti compiacenti che si prestavano anche a gravi menomazioni. A fronte degli spiccioli alle vittime, le organizzazioni – che si sono avvalse delle prestazioni di compiacenti professionisti – intascavano elevati rimborsi assicurativi connessi alla gravità delle menomazioni fisiche ed al grado di invalidità, in alcuni casi permanente, arrecato alle vittime.

Le indagini hanno messo in luce uno spaccato criminale fatto di reclutatori che agganciavano le vittime tra persone indigenti; di ideatori che individuavano luoghi non vigilati da telecamere, veicoli per inscenare gli incidenti e falsi testimoni; di “boia-spaccaossa” che procedevano alle lesioni fisiche degli arti superiori ed inferiori (ai quali gli indagati si riferivano convenzionalmente come “primo piano” e “piano terra”); di medici compiacenti che firmavano perizie mediche di parte; di centri fisioterapici che attestavano cure alle vittime mai effettivamente somministrate; di strutture criminali organizzate che acquistavano le pratiche mettendo al lavoro avvocati e studi di infortunistica stradale che gestivano poi il conseguente iter finalizzato al risarcimento. (fonte Ansa)