Palermo, processione allo Zen con “inchino” davanti ai carabinieri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2019 21:01 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2019 21:01
Palermo, l'inchino davanti alla stazione dei carabinieri, Ansa

Palermo, l’inchino davanti alla stazione dei carabinieri (foto Ansa)

ROMA – Processione allo Zen di Palermo con un inchino della statua del Santo, ma questa volta non per omaggiare un boss, come avvenuto in passato in diversi paesi della Sicilia, ma davanti alla stazione dei carabinieri. L’associazione Padre Pio e i fedeli hanno voluto così dare un segnale di legalità nel quartiere, con un gesto di devozione nei confronti del Santo. Gli organizzatori e i fedeli hanno rispettato anche il divieto della questura di non sparare i fuochi di artificio.

Nell’anniversario della morte del frate di Pietrelcina e dopo tre giorni di festa popolare, una ventina di devoti hanno portato, a passo di musica, la statua tra le strade dello Zen, il quartiere alla periferia orientale di Palermo divenuto nell’immaginario collettivo simbolo del degrado della città e luogo di spaccio. La processione in onore di Padre Pio si svolge da dieci anni, ma questa volta ha assunto un sapore diverso come hanno confermato sia i fedeli che gli stessi carabinieri in servizio nella stazione dello Zen. Nel rione palermitano è in parte ambientato anche l’ultimo discusso film di Franco Maresco “Non c’è più la mafia di una volta”, presentato al Festival di Venezia. Il regista riprende una festa di quartiere con cantanti neo melodici organizzata allo Zen per l’anniversario delle stragi Falcone e Borsellino in cui nessuno prende pubblicamente le distanze da Cosa Nostra. Questa volta, invece, alcuni abitanti del quartiere hanno voluto dimostrare platealmente la loro vicinanza alle forze dell’ordine e il rifiuto di ogni forma di reverenza nei confronti della mafia. 

“Un gesto semplice – dice Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo – ma profondo per una comunità, per un quartiere delicato che vuole sottolineare un’inversione culturale. Per i Carabinieri, da sempre vicini alla gente comune, un seme che sta germogliando”.