Palermo, i beni sequestrati ai mafiosi assegnati a società vicine alle cosche?

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 22:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2010 22:10

L’amministrazione comunale di Palermo avrebbe assegnato beni confiscati alle associazioni Solaria e Live Europe (che contava alcune persone imparentate con la cosca mafiosa di Bagheria), e alla Fondazione Puglisi (che aveva alcuni soci collegati al gruppo Gricoli e a Matteo Messina Denaro). E’ quanto rivela un servizio andato in onda stasera su Striscia la Notizia, il tg satirico di Canale 5.

Tra i beneficiari dei beni c’è anche una fondazione che porta il nome di padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia e citato ieri da Benedetto XVI durante la sua visita a Palermo. Della fondazione, diretta dal successore di don Puglisi, padre Mario Golesano, avrebbero fatto parte, nel periodo dell’assegnazione (tra il 2006 e il 2008) alcuni parenti di boss o persone a loro vicine.

Sull’episodio è intervenuto il consigliere comunale di Palermo Nadia Spallitta, presidente della commissione urbanistica: ”Non conosco a fondo i motivi per i quali il Tar abbia confermato la regolarità delle assegnazioni alle società, per cui le stesse oggi continuano a godere di questi immobili. Tuttavia non so se nel contesto siciliano, la semplice dimissione di alcuni di questi soci (elemento che avrebbe determinato le decisioni del Tar) possa garantire l’indipendenza dei beni da infiltrazioni mafiose. Così i mafiosi mantengono i pieni poteri sugli immobili confiscati, nel silenzio colpevole delle istituzioni che dovrebbero dare applicazione alla legge Rognoni-La Torre”.