Palermo, studenti paragonano leggi razziali a decreto sicurezza. Prof di italiano sospesa: “Non ha vigilato”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 16 maggio 2019 11:42 | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2019 12:43
Palermo, studenti paragonano leggi razziali a decreto sicurezza. Prof di italiano sospesa: "Non ha vigilato"

Palermo, studenti paragonano leggi razziali a decreto sicurezza. Prof di italiano sospesa: “Non ha vigilato”

PALERMO – I suoi studenti hanno paragonato le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza di Matteo Salvini. Per questo una prof d’italiano, Rosa Maria Dell’Aria, docente nell’istituto industriale Vittorio Emanuele a Palermo è stata sospesa. Motivo? Non avrebbe vigilato sul lavoro dei suoi alunni 14enni che per la Giornata della Memoria avevano organizzato una video proiezione nella quale proponevano “l’ardito” paragone.

Da sabato scorso, per due settimane e con stipendio dimezzato, l’ufficio scolastico provinciale ha sospeso la docente. Secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica, il provvedimento è stato adottato al termine di una ispezione ministeriale cominciata dopo una serie di post sui social.

Tutto sarebbe nato dopo che un attivista di Destra aveva lanciato un tweet indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti: “Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”.

Il giorno dopo la sottosegretaria leghista ai Beni culturali Lucia Borgonzoni è intervenuta su Facebook: “Se è accaduto realmente – ha scritto – andrebbe cacciato con ignominia un prof del genere e interdetto a vita dall’insegnamento. Già avvisato chi di dovere”.

Raggiunta dall’Ansa, la prof Dell’Aria, insegnante da circa 40 anni e da 30 all’istituto Vittorio Emanuele III, ha detto: “Quanto accaduto lo considero la più grande amarezza e la più grande ferita della mia vita professionale e naturalmente non parlo del danno economico legato ai giorni di sospensione ma al danno morale e professionale dopo una intera vita dedicata alla scuola e ai ragazzi”. (Fonte: Repubblica Palermo)