Pamela Mastropietro, la madre Alessandra Verni: “Ergastolo ai nigeriani? Troppo poco”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 aprile 2018 12:41 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 12:41
Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro: Ergastolo ai nigeriani è troppo poco

La mamma di Pamela contro la sentenza per i nigeriani che hanno ucciso la figlia

ROMA – La mamma di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, ha dichiarato che l’ergastolo ai tre nigeriani accusati dell’omicidio della figlia sarebbe troppo poco. “Per me sono tutti colpevoli, avete visto il corpo di mia figlia?”, chiede mamma Alessandra che non trova pace per la morte di Pamela, trucidata e fatta a pezzi lo scorso gennaio a soli 18 anni.

A far scattare le durissime parole della mamma sono stati i particolari emersi dalle intercettazioni tra i tre nigeriani arrestati con l’accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, scrive Daniel Fermanelli sul Corriere Adriatico. La Verni, commentando i dialoghi tra Innocent Oseghale, Lucky Desmond e Awelima Lucky, ha dichiarato:

“Quelli non sono umani: per loro l’ergastolo è poco. Tutti e tre i nigeriani sono colpevoli, ne sono convinta. Desmond in cella ha detto che Oseghale avrebbe dovuto congelare i pezzi del corpo di mia figlia e mangiarli. Come posso definire certe persone? Non sono umane, punto e basta. Nel telefonino di Awelima i carabinieri hanno trovato foto di un giovane torturato e di un altro con la lunga tagliata. Non penso ci sia da aggiungere altro. Prima ero solo io a dirlo, ora gli elementi che emergono confermano quello che ho sempre sostenuto. E finalmente tutti se ne stanno rendendo conto”.

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La Verni ha poi aggiunto che vuole la verità sull’atroce delitto e ha sottolineato la presenza del Dna di un uomo bianco, particolare su cui chiede nuove indagini:

“Spero che esca la verità su questo atroce delitto. Sul corpo di mia figlia è stato trovato un altro Dna ed è di un uomo bianco: perché non vengono effettuate indagini sulle persone che si trovano nella comunità in cui è stata ospitata mia figlia? Da quello che ho saputo le tracce di quel Dna risalgono a prima del 30 gennaio, quando Pamela si trovava nella struttura di recupero”.

Per la mamma però Pamela è stata uccisa e nessuno potrà convincerla del contrario:

“Siamo certi che Pamela sia stata uccisa con le due coltellate e che Oseghale non fosse solo. Lo so che i Ris nella casa di via Spalato non hanno trovato le tracce degli altri due arrestati, ma questo non vuol dire niente. Ma avete visto come hanno ridotto il corpo di mia figlia? Hanno usato la candeggina per far sparire tutto. Sono colpevoli, dal primo all’ultimo. Mia figlia quando è venuta a Macerata non era andata a cercare la droga, è andata ai giardini Diaz perché voleva prendere il bus per tornare a Roma. Il terrificante incontro Oseghale è avvenuto per caso. Pamela voleva rifarsi una vita, voleva uscire dal tunnel della dipendenza”.

Intanto il prossimo 5 maggio si svolgeranno i funerali di Pamela Mastropietro e la madre non vuole sentir parlare di perdono:

“No, no, non scherziamo: perdonare certe bestie è impossibile. Per loro l’ergastolo è il minimo. Vuole sapere come mi sento a tre mesi dall’omicidio di mia figlia? Le rispondo che è impossibile vivere. Si sopravvive, in attesa di giustizia”.

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