Pamela Mastropietro, parla un amico: “L’ex fidanzato Andrej la faceva drogare pesantemente…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2018 8:12 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 9:58
Pamela Mastropietro

Pamela Mastropietro

ROMA – “Pamela era una ragazza meravigliosa, dolce e affettuosa con tutti. La storia con Andrej l’ha fatta cambiare totalmente. Quello le dava la roba, la faceva drogare pesantemente” racconta un amico di Pamela Mastropietro (che preferisce rimanere anonimo) alla Stampa. Lo stesso amico spiega ancora che i due “si sono lasciati grazie all’intervento della famiglia di Pamela. E subito dopo lui è stato arrestato. Si spacciava per pugile e rapinava i ragazzini, era considerato un vero malavitoso in zona”.

Pamela Mastropietro è la 18enne romana allontanatasi lunedì pomeriggio dalla comunità di recupero di Corridonia (Macerata) e poi ritrovata ieri mattina cadavere. Il suo cadavere, sezionato in due tronconi è stato ritrovato in due trolley lasciati nottetempo in un fossato che costeggia una strada di campagna a Pollenza, sempre nel Maceratese. Per l’omicidio è stato fermato un ragazzo nigeriano di ventinove anni.

Era una ragazza come tante, Pamela, una sognatrice, la ragazza che tutti vorrebbero come amica, spiega Lucia, una sua compagna di classe al corso da estetista nel centro Luigi Petroselli di via Gela, a due passi da piazza Re di Roma dove Pamela viveva con i suoi genitori: papà Stefano e mamma Alessandra Verni. “Il 15 dicembre 2016 era il mio primo giorno al Petroselli, uscivo da un brutto periodo ed ero molto ansiosa – racconta Lucia – Pamela – continua l’amica – fu la prima persona che si presentò e durante l’intervallo vedendomi a disagio venne da me e mi chiese se volevo prendere un caffè. Lì mi ha presentato tutti i suoi amici e mi ha fatta sentire parte del gruppo. Non la dimenticherò mai”.

Tra le passioni di Pamela anche quella per gli animali, in particolare per i cavalli. “Amava stare in sella al cavallo. Vogliamo ricordarla per sempre al galoppo”, raccontano i nonni materni, Gualtiero e Giovanna.

“Chi ha ammazzato Pamela in questo modo barbaro deve pagare. Se è stato Innocent Oseghale deve avere il massimo della pena, non vogliamo i soliti sconti che la giustizia fa agli extracomunitari”, dice Federico, proprietario di un bar sulla Tuscolana. C’è poi chi, come Paolo – commercialista con studio su via Appia Nuova – si chiede “perché Pamela si è allontanata da quella struttura? È vero che hanno cercato di fermarla? Non amo dare colpe, ma le domande sono normali. Ho letto sui giornali che il tutore era la nonna materna. Quindi avrebbero dovuto chiamare lei prima di permetterà alla ragazzina di andare via. Magari sarebbe ancora viva”.

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