Pamela Mastropietro voleva diventare criminologa. Quel diario segreto…

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 febbraio 2018 11:07 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 11:07
I sogni e le speranze di Pamela Mastropietro nel suo diario segreto

Pamela Mastropietro voleva diventare criminologa. Quel diario segreto…

ROMA – “La droga è soltanto buio. Ma ora basta, sono felice”, scriveva Pamela Mastropietro sul suo diario segreto. A raccontarlo al Giornale è il legale della famiglia, Marco Valerio Verni, che di Pamela era anche lo zio.

Quella ragazza, di appena 18 anni, che ha fatto una fine orribile, morta probabilmente per una overdose, poi fatta a pezzi e il suo cadavere messo in due trolley, sognava un marito che le volesse bene e una bella famiglia da condividere. E “voleva diventare una criminologa“, racconta lo zio al Giornale. “Aiutare gli altri. Far vincere il bene sul male. Stava mettendo giù appunti per ricordare ai giovani schiavi della droga che eroina e spacciatori sono solo buio e che invece bisogna combattere per rivedere la luce”.

Si era ripromessa di condividere le sue riflessioni con il sito vivavocemagazine.it. Una sorta di compendio in cui Pamela avrebbe voluto raccogliere i suoi consigli per chi come lei era finito nell’incubo della tossicodipendenza.

Ad aiutarla era proprio lo zio avvocato. “Eravamo già d’accordo – spiega sempre Verni – Io stesso ero sempre al suo fianco, condividendo pensieri e desideri di una nipote che era caduta, ma stava rialzandosi”. Pamela, ci tiene a dire, “non era una tossica, era una persona positiva, intenzionata a uscire da un giro che lei per prima considerava maledetto”. Tutta colpa di un incontro sbagliato, nel 2016, che l’ha portata in quell’oscuro tunnel dell’eroina.

Insomma, Pamela era pronta a ricominciare e a lasciarsi alle spalle il suo oscuro passato. “Lei, in comunità, era felice di lavorare in lavanderia. Si era rotto il ferro da stiro. Le avevamo promesso uno nuovo”, precisa l’avvocato Verni. Anche perché Pamela non era la classica eroinomane con le braccia devastate di buchi: “Aveva il terrore degli aghi e delle siringhe – sottolinea la mamma Alessandra Verni – La puntura che le è stata trovata sul braccio potrebbe avergliela fatta il suo carnefice contro la volontà di mia figlia”.