Pamela Mastropietro, lapide inaugurata. E Luca Traini manda i fiori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2018 17:32 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2018 17:32
Pamela Mastropietro, lapide inaugurata a Macerata. E Luca Traini manda i fiori

Pamela Mastropietro, lapide inaugurata. E Luca Traini manda i fiori (foto d’archivio Ansa)

MACERATA – E’ stata inaugurata la lapide di Pamela Mastropietro e Luca Traini, dal carcere, ha mandato un azzo di fiori tramite suo fratello Mirko. Pamela è la ragazza trovata a Macerata in un trolley dopo essere stata fatta a pezzi. Luca Traini è il ragazzo che sparò all’impazzata contro i neri per le strade della città, dopo che emerse il coinvolgimento di alcuni ragazzi nigeriani nell’omicidio.

La lapide, realizzata dall’architetto Leonardo Annessi su iniziativa della Pro Loco di Casette Verdini, è stata simbolicamente inaugurata proprio nel tragico luogo del ritrovamento delle valigie contenenti i resti della ragazza. Presenti i genitori, lo zio e la nonna di Pamela.

Pur alle prese con “tratti disarmonici” della personalità, era capace di intendere e di volere Luca Traini, 29enne di Tolentino autore del raid in cui ferì a colpi di pistola sei migranti per le strade di Macerata il 3 febbraio scorso. Queste le conclusioni dello psichiatra Massimo Picozzi incaricato dal presidente della Corte d’Assise di Macerata, Claudio Bonifazi, di eseguire una perizia sul 29enne che è in carcere e sotto processo per le accuse di strage aggravata dall’odio razziale, di sei tentati omicidi, di porto abusivo d’arma e danneggiamenti.

Traini disse di aver agito per vendicare Pamela Mastropietro, 18enne uccisa e smembrata a Macerata: addebiti per cui è finito in carcere un pusher nigeriano, Innocent Oseghale. Di altro avviso è lo psichiatra Giovanni Battista Camerini incaricato dal difensore di Traini, avv. Giancarlo Giulianelli, secondo cui l’imputato sarebbe parzialmente incapace di volere a causa di un disturbo bipolare. Il processo in Assise riprenderà il 12 settembre.