Pamela Mastropietro, Lucky Desmond indagato per concorso in omicidio e vilipendio di cadavere

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2018 11:24 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2018 11:24
C'è un secondo indagato per la morte di Pamela Mastropietro: Lucy Desmond

Pamela Mastropietro (foto Facebook)

MACERATA – C’è un secondo indagato nell’inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa e fatta a pezzi, i cui resti sono stati trovati in due trolley a Pollenza (Macerata). Si chiama Lucky Desmond ed è nigeriano come Innocent Oseghale, il pusher accusato di vilipendio e occultamento di cadavere.

Da martedì 6 febbraio, scrivono Daniel Fermanelli e Andrea Taffi sul Messaggero, Desmond risulta indagato per concorso in omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere. Da lui, su consiglio di Oseghale, Pamela avrebbe acquistato l’eroina la mattina del 30 gennaio, poche ore prima di morire.

Secondo quanto scrive il quotidiano romano, Desmond avrebbe dato agli investigatori una versione totalmente differente rispetto a quella di Oseghale: nega di aver venduto eroina a Pamela e di essere stato nella mansarda di via Spalato in cui la ragazza è morta ed è stata fatta a pezzi. Inoltre dice di conoscere solo superficialmente Oseghale, che invece lo coinvolge nel suo racconto, sostenendo addirittura che avesse le chiavi del suo appartamento.

Al momento le cause della morte di Pamela sono sconosciute. I primi esiti degli esami sui resti della ragazza hanno mostrato solo una “intossicazione acuta da xenobiotici per via endovenosa probabilmente indotta e/o ferita da punta e taglio alla parte bassa della porzione postero-laterale destra del torace”, riferisce il Messaggero.

Quindi le cause della morte di Pamela potrebbero essere due: o i colpi di mannaia o l’overdose. Lo smembramento, infatti, non permette di quantificare l’emorragia e capire se sia stata quella la causa di morte. Per questo la Procura ha chiesto un approfondimento e ulteriori esami tossicologici, oltre ad aver sequestrato in casa di Oseghale due smartphone e due computer.

A casa di Desmond, invece, i carabinieri hanno sequestrato abiti e scarpe. Lunedì l’uomo è stato portato in caserma per il test del Dna, per capire se siano anche sue le tracce biologiche trovate nell’appartamento di Oseghale.

Dubbi ci sono proprio sulla personalità di Oseghale, che su Facebook si faceva chiamare Innocent Ehimen e postava foto con la compagna da cui aveva avuto una bambina, insieme alle scarpine della neonata, e scriveva post come “Abbi cura dei tuoi genitori perché solo quando non ci saranno più ti renderai conto del loro valore”, “Ti amo mamma”, o “Dio mi ha disegnato, mi ha creato, mi ha benedetto, mi ha curato, mi ha difeso, mi ha perdonato, mi ha amato”. E’ lui l’uomo che ha fatto a pezzi il corpo di Pamela, nascondendone il collo e asportandone parte del pube per poi buttare tutto in due trolley in un fosso?