Pamela Mastropietro, la mamma Alessandra Verni: “Colpa della comunità di Corridonia. Là è successo qualcosa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2018 7:07 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 23:24
La madre di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, punta il dito contro la comunità di Corridonia

Pamela Mastropietro (Foto Ansa)

ROMA – La madre di Pamela Mastropietro, la ragazza romana di 18 anni uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio a Macerata, accusa lo Stato italiano e la comunità Pars di Corridonia. Intervistata da Quarto Grado, su Rete 4, Alessandra Verni ha detto fra l’altro che “ci sono varie responsabilità: la prima colpa la do allo Stato, che ha permesso che queste persone fossero ancora in Italia; la seconda la do alla comunità, perché la doveva fermare; la terza la do a quelle persone che l’hanno incontrata per strada e non l’hanno aiutata. Ma dov’è finita l’umanità?”.

“L’ergastolo potrebbe bastare come pena? Per me no. Sono alla vecchia maniera: lascerei al popolo… Però, essendo civile, visto che i miei genitori mi hanno insegnato dei valori, credo ancora nella giustizia italiana. Quindi spero ci pensi lo Stato”.

Già nei giorni scorsi i genitori di Pamela si erano detti convinti che fosse accaduto qualcosa nella comunità di Corridonia che ospitava la ragazza. Intervenendo a Porta a Porta hanno denunciato anche che due anni fa, quando hanno visto i primi segni di malessere nella figlia, non sono stati aiutati dalle strutture sanitarie.

Sono stati costretti, hanno raccontato, a pagare privatamente uno psicologo per sostenere la figlia tre volte a settimana. “Pamela – ha raccontato il padre – aveva un disturbo della personalità, la droga era una conseguenza. Per questo non ci spieghiamo come possa essersi allontanata”.

Il dubbio che possa essere successo qualcosa all’interno della comunità con il passare del tempo per loro sta diventando una certezza. L’ultima volta che sono andati a trovarla, hanno sostenuto, stava bene ed era contenta del suo incarico di responsabile della lavanderia all’interno della comunità. “Ma dal 25 dicembre la ragazza ha cominciato a vomitare – ha spiegato la madre – ma a me lo hanno detto soltanto il 15 gennaio”. “Quando fai i bagagli e lasci un posto – ha osservato il padre – vuol dire che hai avuto un problema”. I genitori pensano dal più piccolo, tipo il razionamento delle sigarette al più grande: “Qualcuno gli ha fatto qualcosa lì dentro” ha detto la madre.

 

 

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