Pamela Mastropietro, l’appello della mamma: “Basta! Chi sa parli o è complice”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2018 9:34 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2018 9:34
Pamela Mastropietro, l'appello della mamma: "Basta! Chi sa parli o è complice"

Pamela Mastropietro, l’appello della mamma: “Basta! Chi sa parli o è complice”

MACERATA – “Adesso basta, chi sa parli o sarà complice”. E’ il duro appello di Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, che a tre settimane dalla tragica fine della figlia è esasperata dai tempi sempre più lunghi dell’inchiesta. Questa settimana si sarebbero dovuti celebrare i funerali al Verano della giovane, brutalmente assassinata e fatta a pezzi, ma la salma non è stata ancora dissequestrata dopo l’autopsia in attesa dell’esito di ulteriori accertamenti, compresi gli esami tossicologici.

Non si conoscono ancora tutti i retroscena, né il vero movente dell’omicidio per il quale sono in carcere tre nigeriani accusati di averle fornito la droga e poi di averla ammazzata e smembrato il corpo per disfarsene nei due trolley ritrovati al margine della Strada Provinciale tra Pollenza e Macerata. “Dateci tutti i colpevoli – implora la madre –  E che tutte le comunità nigeriane che conoscono e sanno qualsiasi cosa parlino immediatamente! O sarete considerati complici e noi i mostri non li vogliamo”.

Fino a che non saranno sciolte tutte le riserve i magistrati non daranno il nullaosta per le esequie. In particolare gli investigatori vogliono vederci chiaro riguardo ai dubbi venuti fuori dalle due autopsie e dagli ulteriori esami tossicologici e del Ris. Esami per i quali, ha detto il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, ci vorranno ancora una decina di giorni. “I Ris hanno l’impegno – ha spiegato – di consegnarmi le relazioni appena sarà possibile. Lo stesso vale per i medici legali Froldi e Cingolani che consegneranno una relazione unitaria. Il contenuto delle relazioni non potrà essere divulgato, saranno consegnate materialmente a me e al pm Stefania Ciccioli”.

Al momento l’ipotesi più probabile è che Pamela sia stata uccisa con due coltellate sferrate all’altezza del fegato. In carcere ci sono Innocent Oseghale, 29 anni, a casa del quale si sarebbe consumato il delitto, Desmond Lucky, 22 anni, presunto fornitore dell’eroina, e Lucky Awelima, 27, fermato mentre si allontanava in Lombardia. Un quarto uomo è indagato a piede libero, ma la procura smentisce l’indiscrezione di un ghanese scappato il 30 gennaio.