Pamela Mastropietro, i due nigeriani restano in carcere. Indizi e prove portano al processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 marzo 2018 13:37 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 13:37
Pamela Mastropietro (foto Ansa)

Pamela Mastropietro (foto Ansa)

ROMA – Indizi e prove portano al processo. E così restano in carcere Desmond Lucky e Lucky Awelima, 22 e 27 anni, due dei tre nigeriani arrestati con l’accusa di aver concorso a uccidere e fare a pezzi la 18enne Pamela Mastropietro a Macerata il 30 gennaio scorso. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Ancona.

Insieme ai due, detenuti a Montacuto (Ancona), era stato arrestato per le stesse accuse anche Innocent Oseghale, 29 anni, che abitava nella casa mansardata di via Spalato 124 dove si è consumato il massacro. Indagato a piede libero un quarto nigeriano di 39 anni.

Innocent Oseghale e la confessione in carcere.

“Ho ucciso io Pamela. Ho fatto tutto da solo”. Questa la confessione che Innocent Oseghale avrebbe fatto alla compagna che era andato a trovarlo in carcere. Confessione naturalmente intercettata. Confessione riportata dal quotidiano “Il Giorno”.

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In carcere a Marino del Tronto, su sua richiesta, Oseghale in questi giorni ha chiesto di incontrare la compagna. E durante l’incontro, questa è la cronaca de “Il Giorno”, avrebbe confessato l’omicidio: “Ho ucciso io Pamela, e ho fatto tutto da solo”. Proprio in questi giorni sul corpo di Pamela Mastropietro è stato trovato il dna del nigeriano.

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