Pamela Mastropietro, il 14 ottobre Oseghale in aula per il processo d’appello

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 16:09 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2020 16:12
Pamela Mastropietro, il 14 ottobre Oseghale in aule per il processo d'appello

Pamela Mastropietro, il 14 ottobre Oseghale in aule per il processo d’appello (Ansa)

Mercoledì 14 ottobre Innocent Oseghale torna in aula ad Ancona per il processo d’appello per l’omicidio di Pamela Mastropietro

Proseguirà mercoledì 14 ottobre ad Ancona il processo in Corte d’assise di appello ad Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana di 18 anni uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018. 

Mercoledì, tempi del procedimento permettendo, Innocent Oseghale, 32 anni, potrebbe rendere dichiarazioni spontanee. In primo grado i giudici lo hanno condannato all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale, distruzione e vilipendio del cadavere. 

Le dichiarazioni spontanee

Secondo quanto reso noto dai suoi legali Simone Matraxia e Umberto Gramenzi renderà dichiarazioni spontanee se nell’udienza di domani sarà stata esaurita la discussione. Previsto l’intervento di due magistrati per l’accusa, dei legali delle tre parti civili (la famiglia di Pamela Mastropietro, il Comune di Macerata e il proprietario dell’appartamento in affitto dove venne commesso il delitto) e infine della difesa.

Se arringhe e requisitorie si concluderanno in tempo utile, dopo i suoi difensori potrebbe la parola Oseghale. 

L’uomo, ricorda l’agenzia Ansa, ha detto di avere sezionato il corpo della ragazza (trovato il giorno dopo in due trolley nelle campagne di Pollenza) per disfarsene, ma ha sempre negato di averla uccisa.

Se i tempi si prolungheranno il presidente della Corte Giovanni Trerè ha già fissato altre udienze disponibili per la prosecuzione il 16 e 28 ottobre. Non è quindi detto che mercoledì si vada a sentenza.

La precedente udienza

Nella precedente udienza, il 16 settembre, i giudici avevano respinto la richiesta della difesa di portare in aula uno dei consulenti per illustrare le immagini da visionare relative alle ferite da coltello riscontrate sul corpo di Pamela.

Per l’accusa, l’uomo consumò in casa un rapporto con la ragazza, stordita dall’assunzione di eroina che lei aveva acquistato proprio tramite lui. Quindi l’avrebbe uccisa per evitare che lei lo denunciasse. L’imputato nega invece l’omicidio, sostenendo che Pamela si sentì male e morì per overdose. (Fonte: Ansa)